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Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Sostegno: nuova sentenza del TAR

Posted by Luigi Scarpis su 16 giugno 2009

Nella scuola, fucina degli uomini del futuro, i genitori ancora costretti a ricorrere ai Giudici per far rispettare uno dei diritti fondamentali delle persone: il diritto allo studio.

REPUBBLICA ITALIANA

giudiciIN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Sul ricorso numero di registro generale 1011 del 2008, proposto da:
XXXXX ed XXXX, in qualità di genitori esercenti la patria potestà sul
figlio minore Walter XXXX, rappresentati e difesi dagli avv.ti Federico
Barbano, Marco Pierfederici e Marco Barilati, con domicilio eletto
presso lo studio di quest’ultimo in Genova, alla via Corsica 21/18-20;

contro

– Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, in persona
del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura
Distrettuale dello Stato di Genova, con domicilio presso l’ufficio della
stessa in Genova, al v.le Brigate Partigiane 2;

– Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria;
– Ufficio Scolastico Provinciale di Savona;
– Direzione Didattica Statale di Finale Ligure;
– Scuola Secondaria di I Grado Aycardi-Ghiglieri di Finale Ligure; per
l’accertamento

previa adozione di idonee misure cautelari,

del diritto del minore all’assegnazione di un insegnante di sostegno per
l’intero orario scolastico settimanale o, in subordine, per almeno 24
ore settimanali.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione
dell’Universita’ e della Ricerca;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 02/04/2009 l’avv. Angelo
Vitali e uditi per le parti i difensori, come specificato nel verbale di
udienza;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

FATTO

Con ricorso notificato in data 20.11.2008 i signori XXXX ed XXXXX, in
qualità di genitori esercenti la patria potestà sul figlio minore
Walter, espongono che il bambino frequenta la prima classe presso la
Scuola secondaria di I grado Aycardi Ghiglieri di Finale Ligure ed é
affetto da un raro errore congenito del metabolismo, causato dal deficit
primario di creatina cerebrale, con quadro clinico caratterizzato da
ritardo mentale di grado medio associato a disprassia verbale e
pregressa epilessia parziale.

Essi si dolgono che, mentre nel corso dei precedenti anni scolastici
Walter era affiancato da un insegnante di sostegno per 22 ore a
settimana, con l’inizio dell’anno scolastico 2008/09 la scuola gli ha
assegnato un insegnante di sostegno per sole 12 ore settimanali.

Agiscono quindi per l’accertamento del diritto all’assegnazione di un
insegnante specializzato di sostegno per l’intero orario scolastico
settimanale o, in subordine, per almeno 24 ore settimanali.

A sostegno del gravame deducono un articolato motivo di ricorso,
rubricato come segue: violazione degli artt. 3, 4, 34, 35 e 38 della
Costituzione. Violazione dell’art. 117 Cost. in relazione alla
violazione degli artt. 15 e 17 della Carta Sociale Europea, dell’art. 26
della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10.12.1948
ratificata con L. 4.8.1955, n. 848 e dell’art. 26 della Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione Europea approvata il 7.12.2000.
Violazione e falsa applicazione dell’art. 40, comma 1 L. 27.12.1997 n.
449; dell’art. 35, comma 7, L. 27.12.2002, n. 289; degli artt. 1, 2, 3,
5, 8, 12 e 13 L. 5.2.1992, n. 104; artt. 315 e 316 D. Lgs. 16.4.1994, n.
297; dell’art. 4 D.P.C.M. 23.2.2006, n. 185; dell’art. 9 D.M. 24.4.2008.
Violazione delle disposizioni di cui al D.M. 3.6.1999, n. 141. Eccesso
di potere per difetto assoluto di istruttoria. Diritto dei ricorrenti
all’assegnazione dell’insegnante di sostegno per il numero di ore
adeguato alla condizione del minore. Occorrendo: illegittimità
costituzionale dell’art. 414 della L. 24.12.2007, n. 244.

Si è costituito in giudizio il Ministero dell’Istruzione
dell’Universita’ e della Ricerca, instando per la reiezione del ricorso.

Con ordinanza 27.11.2008, n. 418 la Sezione ha disposto verificazione al
fine di appurare, previa visita del minore: 1) la compromissione
funzionale dello stato psico-fisico dell’alunno (diagnosi funzionale);
2) sulla base dei dati di cui alla diagnosi funzionale, i prevedibili
livelli di sviluppo delle capacità di apprendimento e di socializzazione
dell’alunno per l’anno scolastico in corso; 3) gli interventi necessari
ai fini della piena realizzazione del diritto all’istruzione, con
particolare riguardo all’indicazione del numero di ore settimanali di
presenza di un insegnante specializzato di sostegno, chiarendo se — a
tal fine – possa ritenersi congrua l’assegnazione di dodici ore di
attività di sostegno, incaricando a tal fine la struttura di
neuropsicopatologia dell’età evolutiva della A.S.L. 2 Savonese, via
Chiappino, 29.

In data 7.1.2009 la struttura sanitaria incaricata della verificazione
ha depositato in giudizio la relazione peritale e, con ordinanza
8.1.2009, n. 4 la Sezione ha accolto la domanda cautelare e, per
l’effetto, ordinato al Ministero dell’istruzione dell’università e della
ricerca — Ufficio scolastico di Savona di assegnare al minore Walter
Rosa, per l’a.s. 2008/2009, un insegnante di sostegno per 24 ore
settimanali.

Alla pubblica udienza del 2 aprile 2009 il ricorso è stato trattenuto
dal collegio per la decisione.

DIRITTO

Occorre premettere che la controversia, secondo il più recente
orientamento delle Sezioni unite della Suprema Corte, rientra nella
giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di servizi
pubblici (cfr. Cass., SS.UU., n. 1144/2007 cit.), ciò che rende
senz’altro ammissibile la proposta azione di accertamento, in quanto
attinente alla declaratoria di un diritto soggettivo (Cons. di St., V,
17.10.2008, n. 5065; T.A.R. Lazio, I, 28.5.2008, n. 5124).

Ciò posto, il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Rileva infatti il Collegio che l’assegnazione di un insegnante
specializzato di sostegno al bambino disabile costituisce un diritto
riconosciuto dall’art. 13, comma 3, della legge n. 104/1992 (”nelle
scuole di ogni ordine e grado […] sono garantite attività di sostegno
mediante l’assegnazione di docenti specializzati”), la cui inviolabilità
discende dall’essere esso strumento necessario per la tutela del diritto
all’educazione ed istruzione, alla salute e per la tutela dello sviluppo
della personalità all’interno delle formazioni sociali, con specifico
compito per lo Stato di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che
possono impedire il pieno sviluppo della persona umana (art. 3, 32, 34 e
38 Costituzione).

L’attività didattica di sostegno è poi specificamente garantita dal
legislatore nell’ambito della scuola secondaria di primo e secondo
grado, ove dev’essere realizzata “con docenti di sostegno specializzati,
nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo
dinamico-funzionale e del conseguente piano educativo individualizzato”
(art. 12 comma 5 L. 5.2.1992, n. 104).

L’organizzazione dell’attività di sostegno da parte delle istituzioni
scolastiche non può quindi giammai comprimere o vulnerare quel diritto
riconosciuto alla persona dalla Costituzione e dalla legislazione
ordinaria, ed il servizio reso dall’insegnante di sostegno deve essere
garantito in via sostanziale, cioè con interventi adeguati al tipo e
alla gravità dell’handicap.

E ciò, sulla base di un giudizio medico cognitivo che attiene
esclusivamente alla discrezionalità tecnica e che, ai sensi del D.P.R.
24.2.1994, si articola nella compilazione: a) di una diagnosi funzionale
del soggetto; b) di un profilo dinamico funzionale dello stesso; c) di
un piano educativo individualizzato, specificamente destinato all’alunno
in situazione di handicap.

Né tale diritto può essere inciso dalla recente normativa sulla
formazione degli organici di cui all’art. 2 commi 413 e 414 della legge
24.12.2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), che ha stabilito, a
decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, un progressivo decremento del
numero dei posti (comma 413) e della dotazione organica di diritto
(comma 414) degli insegnanti di sostegno, giacché si tratta di misure
organizzative dettate — e non potrebbe essere altrimenti, pena
l’illegittimità costituzionale della disposizione – “fermo restando il
rispetto dei principi sull’integrazione degli alunni diversamente abili
fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104″ (così il comma 414), e di
obiettivi che debbono comunque essere conseguiti con criteri e modalità
definiti “con riferimento alle effettive esigenze rilevate, assicurando
lo sviluppo dei processi di integrazione degli alunni diversamente
abili” (così il comma 413).

Ciò premesso, osserva il collegio che, nella sintesi finale del profilo
dinamico funzionale redatto per l’a.s. precedente (2007/2008), si
auspicava “un sostegno per il massimo delle ore consentite al fine di
permettere un lavoro psico-pedagogico sistematico e costante che tenga
conto dei punti di forza e di debolezza del profilo funzionale del
bambino” (doc. 2 delle produzioni 22.11.2008 di parte ricorrente).

Tali precise indicazioni non risultano in alcun modo smentite od anche
soltanto ridimensionate sulla base di una più aggiornata revisione della
diagnosi funzionale, del profilo dinamico e del conseguente piano
educativo individualizzato dell’alunno: ciò che costituisce sicura spia
dell’eccesso di potere per difetto assoluto di istruttoria, vieppiù in
considerazione del fatto che l’art. 12 comma 8 L. 104/1992 e l’art. 4
comma 4 D.P.R. 24.2.1994 impongono l’aggiornamento del profilo dinamico
funzionale – in ogni caso – a conclusione della scuola elementare.

A ciò si aggiunga l’esito della verificazione svolta, che ha confermato
la gravità del quadro clinico, sottolineando la necessità – in linea con
quanto rappresentato dall’ultimo profilo dinamico funzionale disponibile
(quello relativo all’a.s. 2007/2008), di “garantire un adeguato
inserimento scolastico attraverso una attività psicopedagogica e
didattica mediata individualmente, per il massimo di ore consentite”.

Si tratta peraltro di una valutazione condivisa anche dalla dirigenza
scolastica dell’Istituto secondario di I grado Aycardi Ghiglieri
attualmente frequentato dall’alunno, la quale, nel sollecitare
all’ufficio scolastico provinciale un aumento delle ore di sostegno,
afferma che l’alunno in questione presenta problematiche gravi e –
insieme ad altri – necessita “assolutamente di un rapporto 1:1″ (cfr.
doc. 7 delle produzioni 22.11.2008 di parte ricorrente).

In conclusione, la contestata riduzione delle ore di sostegno per l’anno
scolastico 2008/2009 non appare in alcun modo giustificabile sulla base
di una riconsiderazione della situazione dell’alunno condotta alla
stregua delle disposizioni di cui all’art. 12 L. 5.2.1992, n. 104 e al
D.P.R. 24.2.1994, n. 381800, ed è pertanto illegittima.

Ne deriva l’accoglimento della domanda, dovendo conseguentemente
ordinarsi al Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca
di assegnare al minore Walter Rosa un insegnante specializzato di
sostegno, con rapporto uno ad uno, per lo stesso numero di ore
settimanali (22) riconosciutegli nell’anno scolastico precedente.

In assenza di una più aggiornata valutazione dell’alunno, condotta alla
stregua dei criteri di cui al citato D.P.R. 24.2.1994, non può infatti
accogliersi la domanda di assegnazione di un numero di ore di sostegno
superiore a quello già riconosciuto per l’anno scolastico precedente.

E’ opportuno precisare che — ovviamente – l’eventuale riduzione della
presenza di un insegnante specializzato di sostegno potrà conseguire
soltanto ad una modifica del piano educativo individualizzato,
conseguente ad una compiuta istruttoria che passi per l’aggiornamento
della diagnosi funzionale e del profilo dinamico funzionale dell’alunno.

Da ultimo, deve essere rigettata la domanda di risarcimento del danno,
vuoi perché generica e non sorretta da prova adeguata, vuoi perché la
pronta concessione di misure cautelari ha impedito il verificarsi di un
danno.

Le spese seguono come di regola la soccombenza, e sono liquidate in
dispositivo.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso e, per l’effetto, ordina al Ministero
dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca di assegnare al minore
Walter Rosa un insegnante specializzato di sostegno, con rapporto uno ad
uno, per 22 ore settimanali, relativamente all’anno scolastico 2008/2009.

Rigetta la domanda di risarcimento del danno.

Condanna il Ministero al pagamento, in favore dei ricorrenti, delle
spese di giudizio, che si liquidano in complessivi € 3.000,00 (tremila),
oltre I.V.A. e C.P.A..

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 02/04/2009
con l’intervento dei Magistrati:

Enzo Di Sciascio, Presidente

Davide Ponte, Consigliere

Angelo Vitali, Primo Referendario, Estensore

L’ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 16/04/2009

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

IL SEGRETARIO

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