Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Rette Rsa: le associazioni contro la Regione

Posted by Luigi Scarpis su 25 giugno 2009

LOMBARDIA: PROPOSTA DI LEGGE, REGIONE FINANZI RETTE RICOVERI ANZIANI E DISABILI

imagesMilano, 24 giu. – Una retta mensile di 1.500 euro e anche piu’. E’ la spesa che in Lombardia devono sobbarcarsi le famiglie di anziani e disabili gravi per garantire ai loro cari l’assistenza in strutture dedicate (Rsa, Rsd, Css). Succede quando il paziente non ha un reddito, oppure percepisce una pensione minima, insufficiente a coprire l’importo della retta. La quota scoperta finisce per pesare sulle tasche dei parenti perche’, nonostante la legge preveda che siano i Comuni a occuparsene, questi ultimi non ce la fanno a coprire le spese.

“Per evitare che le famiglie restino schiacciate economicamente dal gravoso impegno mensile”, un gruppo di associazioni, guidato da Medicina democratica e Senza limiti, ha deciso di chiamare in causa la Regione Lombardia, facendosi promotore di una proposta di legge regionale di iniziativa comunale, presentata oggi a Milano. Obiettivo: far si’ che il Pirellone destini parte del Fondo regionale per la non autosufficienza alla copertura delle rette a carico dei parenti di anziani e disabili, attraverso l’erogazione di contribuiti ai Comuni lombardi. Il testo della proposta di legge ha gia’ ricevuto l’approvazione di una decina di Consigli comunali. Nelle ‘truppe cammellate’ delle amministrazioni locali 4 comuni del Lodigiano (Brembio, Borghetto Lodigiano, Castiglione D’Adda, Lodi Vecchio), altrettanti della provincia di Crema (Castelleone, Romanengo, Spino D’Adda, Vaiano Cremasco), Zanica in provincia di Bergamo e Bresso per il Milanese.

“Lo statuto regionale prevede che ne bastino cinque perche’ la proposta di legge venga discussa dal Consiglio regionale”, spiega Walter Fossati di Medicina democratica. Le associazioni hanno anche fatto un calcolo sulle risorse economiche che la Regione potrebbe destinare a questo obiettivo.

“La Lombardia, secondo quanto previsto da un decreto nazionale – spiega Pippo Torri di Senza limiti – ha ricevuto dal Fondo per la non autosufficienza, istituito dall’ex ministro della Solidarieta’ sociale Paolo Ferrero, 14 milioni di euro nel 2007, 44 nel 2008 e 58 nel 2009. Parte di questi finanziamenti potrebbe essere destinata alle rette”.

Proprio su questo denaro si e’ aperta una battaglia fra il Pirellone e le associazioni, che hanno presentato un ricorso al Tar contro due delibere riguardanti la destinazione di parte del Fondo regionale per la non autosufficienza. “La Regione ha usato questo denaro per finanziare i vaucher sociosanitari, ma il decreto nazionale stabilisce che vada esclusivamente destinato alla ‘copertura di costi di rilevanza sociale’ – argomenta Torri – Il Pirellone avrebbe dunque dovuto finanziare i vaucher in questione con il Fsn (Fondo sanitario nazionale)”. Le associazioni sono intenzionate, infine, a sostenere le famiglie che si rifiutano di pagare queste rette. Solo nelle Rsa lombarde si contano piu’ di 54 mila pazienti ricoverati. “Di questi – stima Torri – due terzi non ce la fanno a pagare le spese”.

Ai familiari in difficolta’ e’ dedicato uno sportello telefonico gratuito (il numero e’ 02-4984678) attraverso cui sara’ possibile ricevere informazioni su eventuali ricorsi al Tar “contro i regolamenti e i provvedimenti comunali che illeggittimamente scaricano sulle famiglie il pagamento di queste rette. Si sono gia’ accumulate diverse sentenze che hanno dato ragione ai cittadini”, assicura Torri

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14 Risposte to “Rette Rsa: le associazioni contro la Regione”

  1. isabella said

    Buona sera
    mia nonna è stata ricoverata in una RSA di Arosio (CO)è invalida al 100% percepisce pensione minima + invalidita ed accompagnamento per un totale di 1100€ mensili scarsi manca alla retta di 300€ al mese.
    Qualcuno sa dirmi se è previsto un contributo come quellko per l’affitto nelle RSA?

    • Alfonso Riva said

      Io sono di Lambrugo e da 3 anni ho mio padre ricoverato a villa San Benedetto di albese nella medesima situazione. Io sto pagando solo 500 € al mese in attesa che il tribunale decida in merito. Preciso che mio padre ha 78 anni e mia madre ne ha 68 ed è invalida al 100% ed è anche a carico di mio padre non avendo mai lavorato. Il mio contenzioso con il comune si basa sul contenuto della legge 130 che dice che loro devono intervenire a integrazione della retta facendo il calcolo solo sull’ISEE del assistito e non come pretendono anche su quello dei parenti.
      abbiamo vissuto male in questi ultimi 3 anni rincorsi sempre da minacce di dimissioni forzate ma fino ad oggi non è mai successo.
      qualcosa mi dice che forse abbiamo ragione noi.
      se mi vuole contattare il mio email è alforiva@tin.it

  2. Francesco Conti said

    Chiedo scusa per la mia ingenuita’ ma mi chedo non e’ meglio la soluzione del vaucher?
    Il vaucher o noto anche come assegno di cura, permette di mantenere in casa la persona non autosufficiente poiche ‘ grazie a questa cifra si puo’ pagare una badante .
    L’assegno di cura e’ in uso in molte altre regioni il suo importo varia dai 400 ai 1800 euro mensili.
    Se la Regione finanzia le famiglie ha la possibilita’ di risparmiare e nel contempo l’ anziano non viene relegato nelle varie forme di residenzialita’.
    Il 22 dicembre i Nas hanno sequestrato un’ospizio vicino Firenze ,gli anziani erano tenuti senza riscaldamento con temperature di 4 -5 gradi sotto lo zero.
    Vi sembra degno di un paese civile ?
    Questi episodi sono sempre piu’ frequenti.
    Comprendo che vi siano casi in cui la rete famigliare sia inesistente o incontri notevoli difficolta’nell’ organizzare la cura del disabile, ma tutti gli altri ?
    Sarebbe opportuno fare tutti insieme un bell’ esame di coscienza,
    le residenze spesso sono dei veri e propri lager ,con sofferenza e tanta solitudine .
    Un augurio di buon anno a tutti

    Francesco Conti

    • E’ vero talvolta alcune rsa sono dei veri e propri lagher ma per quanto riguarda quella dove è ricoverato mio padre non posso dire niente di male, anzi anche se la retta non viene versata non si sono mai permessi di fargli mancare niente.

  3. Domenico Bosi said

    Gentile redazione di Dis.Abilitando
    Confidando nella vostra attenzione e sensibilita’

    UMBRIA FONDO NON AUTOSUFFICIENZA:ELIMINATO ASSEGNO DI CURA

    Mi permetto di sottoporvi il mio caso personale , che i realta’ mi accomuna a 25000 famiglie umbre.
    Mi chiamo Bosi Domenico vivo in Umbria a castel Ritaldi provincia di Perugia con mia madre e mio fratello entrambe gravemente invalidi.
    Da alcuni anni oramai mi sono licenziato dal lavoro per potermi occupare di loro ,l’idea di doverli abbandonare in qualche struttura residenziale mi ha sempre ripugnato .
    L’impegno che mi sono preso cerco di assolverlo con amore e dedizione .
    Come voi gia’ saprete, le esigue pensioni ed indennita’ che gli invalidi anche gravi percepiscono in Italia non consentono ,se non con grosse difficolta’ ,di remunerare adeguatamente una badante, specie se in regola.
    Mio fratello e mia madre sono insulino-dipendenti , cardiopatici ed entrambi amputati di un arto, per questo necessitano di assistenza continua, il mio apporto e’indispensabile e difficilmente delegabile.
    La gran parte delle regioni italiane ad es. Lombardia,Veneto,Emilia Romagna , Sardegna ma l’elenco potrebbe continuare, prevedono un serie di strumenti , atti a supportare le famiglie che ospitano congiunti non autosufficienti , cio’ al fine di svolgere al meglio ,ed in famiglia, l’attivita’ di cura e assistenza.
    L’assegno di cura e uno di questi ausili ,erogato mensilmente e ampiamente in uso in tutta Italia( tranne che in Umbria e Toscana), le cui cifre variano dai 600 euro della Lombardia,
    ai 520 dell’Emilia Romagna fino ai 1800 euro al mese della provincia di Bolzano.
    Mi preme sottolineare che queste cifre in realta’ consentono notevoli risparmi allo Stato e alle regioni ,poiche’ le persone disabili e gli anziani non autosufficienti ospitati in strutture ,portano ad esborsi ben maggiori ,in alcuni casi ben oltre i 100 euro al giorno.
    L’assegno di cura e’ all’unanimita’ considerato uno strumento che migliora la qualita’ di vita del disabile sia giovane che anziano, conseguendo il vantaggio del contenimento della spesa pubblica.
    Tutto cio’ che mi riconosce attualmente la regione Umbria e’ l’apporto di un operatore per l’igene della persona: un’ora a settimana per entrambe i miei congiunti.
    Ben presto ,visto “l’esorbitante” ISEE di mia madre ” 6000 euro”!,dovro’ anche pagare gli esigui servizi offerti dall’ operatore medesimo,infatti verra inserita una soglia di 5000 euro oltre la quale si deve un corrispettivo.
    premetto che le altre regione indicano mediamente soglie di partecipazione alla spesa ben oltre i 15000 euro di ISEE.
    Mia madre (costretta a letto da anni) era in graduatoria per ottenete l’assegno di cura dalla regione Umbria ,ma la legge n.24 del 22 novembre 2004 che prevedeva questo strumento e’ stata abbrogata , cosi’ sia lei che migliaia di famiglie si sono viste negata la
    possibilita’ di accedere a questo contributo economico, inizialmente previsto in 418 euro mensili.(cifra erogata con l’obbiettivo di mantenere in famiglia le persone non autosufficienti).
    Quando ho cercato di contattare gli amministratori della mia regione,per ottenere spiegazioni, ho ricevuto solo risposte becere e stucchevoli.
    L’Umbria riceve dal governo centrale un miliardo e settecento milioni di euro, comprensivi dei contributi per l’edilizia ospedaliera e la non autosufficienza.
    A noi dicono che non ci sono i soldi , negli ultimi mesi ,con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti (una pletora interminabile)ci siamo resi conto dove vadano gran parte dei finanziamenti regionali per la sanita’!
    L’intento non troppo velato dei nostri cari amministratori e’ costringerci a rinchiudere i nostri anziani nelle varie forme di residenzialita’ .
    Quotidianamente la cronaca locale , segnala storie di inidoneita’ delle strutture e di maltrattamenti dei poveri anziani e disabili.
    In Umbria l’ informazione e’ quasi completamente controllata dalla maggioranza di governo locale ,le voci alternative difficilmente hanno spazio o risonanza.
    La faccenda e’ ancora piu’ intollerabile ,nella misura in cui quotidianamente, i nostri amministratori non fanno che ricordare quanto si impegnano per chi e’ in condizione di sofferenza e disagio , ma vi posso assicurare con certezza che cio’ non corrisponde al vero.
    Chiedo il vostro aiuto per portare ad evidenza queste ingiustizie, vi prego nei limiti delle vostre possibilita’di rendere pubblica questa denuncia,le famiglie umbre come la mia oramai hanno perso ogni fiducia .
    La mia flebile speranza e’ quella di ottenere l’attenzione necessaria a rianimare l’ interesse verso il reale potenziamento dell’ assistenza domicilare, di cui l’assegno di cura rappresenta il fulcro.
    L’esperienza della Regione Veneto puo’ essere esemplificativa : parlando con un amministratore del’assessorato alla sanita’ emergeva con chiarezza ,come la qualita’di vita dell’ anziano ,traesse considerevole vantaggio dalla permanenza nel proprio abituale contesto di vita.
    Per l’anziano non autosufficiente anche l’aspettativa di vita migliora in modo sensibile,e tutto cio’conseguendo un risparmio notevole per le casse regionali e statali.
    Per quanto a me risulta anche i disabili e gli anziani non autosufficienti della Toscana non potranno usufruire dell’assegno di cura ,la legge istitutiva del fondo per la non autosufficienza non ne fa alcuna menzione.

    Confido nel vostro interessamento al fine di ottenere la pubblicazione di questa lettera,
    vi saluto cordialmente
    Domenico Bosi
    347 9572899

  4. Rita Sabbatini said

    UMBRIA ,FONDO NON AUTOSUFFICIENZA :ANZIANI LEGATI NEI LETTI IN UNA RSA

    La Regione dell’ Umbria (incredibile ma vero) ha cominciato a render operativo il fondo regionale per la non autosufficienza .
    Dopo anni di riunioni ,convegni ,incontri, tavoli di concertazione, seminari e manifestazioni con associazioni di categoria la montagna ha partorito il topolino.
    Quattro centesimi di stanziamenti, nulla a che vedere con le cifre indicate da Damiano Stufara Assessore alle politiche sociali, bene che vada meno di 4 milioni di euro per il 2010 (a detta di un navigato funzionario dell’ assessorato alla sanità) contro i 114 milioni in 3 o 4 anni(a seconda dei comunicati stampa) indicati dal giovane assessore.
    Il giochino è presto fatto, per gonfiare ad arte le cifre, si sono ricompresi nel fondo regionale per la non autosufficienza anche i soldi dell’ADI.
    Avete presente quando vi operano in day surgery poi vi mandano a casa dopo un giorno ?
    L’ infermiere che viene a medicarvi o togliere i punti al vostro domicilio svolge un servizio erogato in regime di assistenza domiciliare integrata, ADI appunto.
    Cosa centra con i servizi ed i contributi economici da erogare ai disabili, agli anziani non autosufficienti e ai loro congiunti che se ne prendono cura?
    In gran parte la partita della non autosufficienza si gioca in capitoli di spesa con cifre ben più consistenti e a noi sconosciute, poiché nulla deve andare alle famiglie che ospitano i poveri anziani malati.
    In alcuni casi le Regioni e gli Enti Locali pagano per le rette dei disabili ospitati nelle residenze fino a 9000, ripeto 9000 euro al mese!
    Quello che sta accadendo in Umbria e Toscana e assolutamente vergognoso.
    Mentre le famiglie con persone non autosufficienti affrontano quotidianamente difficoltà e privazioni, i dirigenti di alcune delle cooperative che gestiscono le varie forme di residenzialità vanno in giro con auto di lusso .
    I lavoratori delle cooperative paradossalmente ricevono stipendi da fame! 700-800 euro al mese.
    Se le famiglie, come accade in tutta Italia, ricevono gli assegni di cura, possono loro in autonomia avvalersi dell’aiuto di un collaboratore.
    La giunta regionale dell’Umbria governata dal centro sinistra ha eliminato l’assegno di cura in uso dal 2001 introducendo l’assegno di sollievo, fino a 50 ,ripeto 50 euro al mese !! “Sembra una promozione di una compagnia telefonica”.
    Si può accedere a questo considerevole beneficio purchè non si abbia un ISEE che supera i 5000 euro e a completa ed arbitraria discrezione dell’assistente sociale , che poverina con gli esigui fondi a disposizione poco potrà !
    Ma c’e’ sempre una soluzione!
    Per le famiglie in difficoltà che non possono pagare una badante si aprono le porte delle residenze più o meno assistite. Per relegare i propri cari in questi posti i costi a questo punto non sono più un problema!
    Non ci sono i soldi per gli assegni di cura ma per integrare le rette degli ospizi Si !!
    L’importo medio di un assegno di cura alle famiglie in Italia si aggira intorno ai 500 euro con punte di 1900 in Trentino, l’integrazione delle rette delle residenze comporta esborsi mensili, che solo per la parte di pertinenza dello Stato, vanno ben oltre i 1500 euro al mese, fino ad arrivare in alcuni casi a 9000 euro al mese.
    La Toscana ha escluso completamente l’assegno di cura tra gli strumenti previsti dal fondo regionale per la non autosufficienza.
    La cronaca quotidiana riporta casi di maltrattamenti ed abbandono di poveri anziani e disabili in strutture non idonee o senza riscaldamento, l’episodio di VAGLIA vicino Firenze insegna.
    Decine di anziani al freddo con temperature esterne fino a -5.
    Non piu’ tardi di ieri 18 gennaio a Tarano vicino Rieti e’ stata sequestrata una casa di riposo dove gli anziani venivano legati a delle brandine sistemate in un sotto tetto ,malnutriti e curati con farmaci scaduti.
    Quanto dovremo attendere prima di ottenere la censura o almeno la condanna morale dei nostri cari amministratori per scelte così inopportune e disumane ?

    Rita Sabbatini

  5. Franco said

    UMBRIA SINDACATI:NO ALL’ASSEGNO DI CURA

    UMBRIA: FONDO NON AUTOSUFFICIENZA PIETRA DELLO SCANDALO!
    A DETTA DELL’ASSESSORE ALLA SANITA’ ROSI SONO STATI I SINDACATI A VOLER ELIMINARE L’ASSEGNO DI CURA PER I DISABILI GRAVI E NON AUTOSUFFICIENTI.

    E’ assolutamente vergognoso ,c’e’ voluto il question time in consiglio regionale per scoprire chi ha chiesto l’eliminazione dell’ assegno di cura in Umbria ,la triade dei sindacati con qualche sospetto in piu’ nei confronti della Cisl.
    Altrimenti non si comprende la veemenza e l’enfasi con la quale il Segretario Generale della Cisl Umbria Ulderico Sbarra difende quel guscio vuoto del fondo regionale per la non autosufficienza ,guscio vuoto che al momento non ha prodotto alcun risultato e difficilmente porterà vantaggi .
    Appena 4 milioni ,forse, nel 2010 contro i 115 in 4 anni sbandierati dal’Assessore alle politiche sociali Stufara .
    Sono stati ricompresi nel computo anche gli stanziamenti destinati all’ ADI ,assistenza domiciliare integrata,(l’ospedale a casa del paziente) che poco a che fare con i servizi alle persone non autosufficienti e rappresenta la fetta piu’ cospicua dei finanziamenti.
    L’assegno di cura è in uso in tutta Italia tranne che Umbria,Toscana Campania e Calabria.
    La vera assistenza domiciliare la si fa con una badante qualificata,soprattutto se si hanno i soldi per pagarsela ,ecco a cosa serve l’assegno di cura!
    negli ospizi gestiti dalle cooperative o da alcuni privati la cura dei non autosufficienti costa alla Regione Umbria molto di piu’ e come la cronaca spesso riporta i poveri anziani vengono picchiati e maltrattati.
    1)Toscana ,Vaglia vicino Firenze:Il 23 dicembre un gruppo di anziani in una rsa lasciati per giorni senza riscaldamento con temperature esterne di -5.
    2)Lazio,Tarano vicono Rieti:18 gennaio anziani ammassati in un sottotetto legati ai letti,malnutriti e curati ,si fa per dire ,con farmaci scaduti.
    3)Umbria,almeno 3 sequestri di case di riposo da parte dei nas nell’ ultimo anno ,in questi giorni al tribunale di Perugia e’ in discussione il caso di Passignano sul Trasimeno,maltrattamenti ed abbandono.
    4)Calabria ,anziani spariti da casa di riposo della curia vescovile !
    Cosa vorremmo rispondere alle rappresentanze sindacali dell’ Umbria?

    Francesco Conti

  6. Luigi G. said

    Chiedo scusa se scrivo su questo Forum.

    Rette RSA in Campania (70% Asl e 30% non si sa…)
    Oggi, l’ASL ha chiamato mia madre per fargli firmare una dichiarazione di presa visione delle ultime decisioni della Regione Campania relative alle rette RSA, ove si evince che con effetto retroattivo dal 1 apr 2010 l’Asl pagherà il 70% della retta relativa al ricovero in RSA di mia sorella affetta da “insufficienza mentale di grado elevato, incontinenza ed epilessia” ed il restante 30% sarà a carico del Comune, e se quest’ultimo non pagherà si rifaranno sulla famiglia (circa 1000 Euro al mese). Che il signore ci aiuti.

  7. si sa chi deve pagare lo hanno ribadito varie sentenze al tar e probabilmente ci sarà anche un’altra sentenza in nostra ragione al consiglio di stato. tenete duro.

  8. S.M. said

    REGIONE UMBRIA NON AUTOSUFFICIENZA E GRAVE DISABILTA’.
    SAPETE QUAL’E’ LA COSA PIU’ INSOPPORTABILE ?
    OLTRE ALLA TOTALE MANCANZA DI ASSISTENZA ,NIENTE ASSISTENZA INDIRETTA ,NIENTE ASSEGNI DI CURA ,NIENTE BUONI PER REGOLARIZZARE LE BADANTI, LA FACCIA TOSTA DEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI UMBRI CHE NON FANNO ALTRO CHE PARLARE DEL LIVELLO E DELLA QUALITA’ DELLA SANITA’ UMBRA !
    E’ FACILE TENERE I CONTI IN ORDINE SE NON SI DA IL DOVUTO AI CITTADINI .
    VOGLIAMO PARLARE DEI PREMI ED INCENTIVI ?
    IN PRATICA MENO DANNO AI MALATI E PIU’ VENGONO “PREMIATI” A FINE ANNO !
    SU STIPENDI ANNUI DI 90-130.000 EURO UN TERZO E’ RAPPRESENTATO DAGLI INCENTIVI

    Guardate questo video !
    UN POVERO OPERAIO CON LA MOGLIE GRAVEMENTE DISABILE VENDE LA CASA PER PAGARE DI TASCA PROPRIA L’ASSISTENZA DOMICILARE !

    grazie

  9. Mara Rovo said

    GENTILI AMICI
    Vi prego interessatevi di questo caso ,o almeno pubblicate su facebook ,twitter o qualsiasi forum
    questo video di denuncia sulla condizioni dei disabili gravi in Umbria e Toscana senza adeguata
    assistenza domiciliare,ne contributi per pagare la badanti,ne assegni di cura
    (legge 328 del 2000) per sostenere l’assistenza in famiglia,quest’ uomo un operaio ,il suo nome è Natale ,ha esaurito tutti i suoi
    risparmi per pagare l’assistenza e le medicine alla povera moglie ,presto dovrà vendere
    anche la casa ,questa gente non ha ancora ricevuto nessun aiuto .
    In tutta Italia le famiglie che si occupano della cura di un disabile grave
    sono sostenute dalle regioni ,per maggiore sensibilità e perchè finanziariamente più conveniente ,nelle strutture residenziali la cura di
    questi poveri disgraziati costerebbe molto di più ,fino a 10.000 euro al mese.
    In più l’assistenza domiciliare crea straordinarie opportunità di lavoro per
    i lavoratori delle cooperative.
    L’importo di un assegno di cura (PREVISTI DALLE LEGGE NAZ.328 /2000)è
    nettamente inferiore ai contributi riservati alle RSA ,IN MEDIA CIRCA 400-700
    EURO ma sufficiente ad integrare le pensioni ed indennità dello stato .
    Con queste piccole cifre si riesce a raggiungere l’obbiettivo dell’assistenza
    in famiglia senza sradicare dagli abituali contesti di vita
    questi poveri martiri e in più lo STATO E LE REGIONI più avvedute
    RISPARMIANO MILIARDI DI EURO di denaro dei contribuenti .

    Vi prego pubblicatelo anche su facebook e twitter e fatelo girare

    tratto da YOU TUBE

    TITOLO

    CULT- RETE SOLE- MALATI DI SLA

    grazie per l’attenzione e la sensibilità

    Un sereno NATALE a tutti

    MARA ROVO

  10. francesco said

    io purtroppo devo segnalare l’ abuso della contenzione farmacologica che si protrae da anni al Don Gnocchi di vai Capecelatro a Milano nell’ RSD al 3′ piano. Dove quei poveri residenti che non si adeguano alle “direttive” imposte cioè stai zitto e in silenzio, vengono imbottiti di psicofarmaci.

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