Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Bambini invisibili

Posted by Luigi Scarpis su 28 giugno 2009

Come risolvere i problemi della scuola? Tagliando i servizi ai più deboli…


Messaggero Veneto del 28-06-2009«Scuola, i nostri figli disabili “parcheggiati” senza insegnanti» Situazione critica dopo i tagli al sostegno e le famiglie denunciano: la Regione non ci ha ancora ricevuto UDINE. Si autodefiniscono le famiglie dei bambini “invisibili”.

forbiciTalmente invisibili che nemmeno la Regione ha ancora concesso loro un colloquio, malgrado le richieste anche ufficiali inoltrate all’assessorato competente. Ma ora, alla vigilia della composizione dei nuovi organici per il prossimo anno scolastico, queste famiglie vogliono uscire da questo loro status di “invisibilità”. «Da due anni – denuncia Elena Bulfone, presidente dell’associazione “Progetto autismo”, che tra Udine (soprattutto), Gorizia e Trieste raggruppa 300 soci e un centinaio di famiglie – , prima con la Finanziaria nazionale firmata da Prodi poi con quella approvata dal governo Berlusconi i nostri bambini disabili a scuola, non solo gli autistici, subiscono tagli drastici di ore di sostegno, che vengono di fatto dimezzate rispetto alle reali esigenze. Con conseguenze pesantissime e la scelta di qualcuno di non mandare più a scuola i figli se non per le ore di sostegno oppure di mandarli ugualmente lasciandoli però “parcheggiati” per la maggior parte del tempo. Eppure l’articolo 3 della Costituzione italiana recita che il diritto allo studio è di tutti».

E proprio appellandosi a questo articolo della Costituzione molte famiglie, in provincia, in regione e in tutta Italia hanno deciso di non arrendersi, presentando di volta in volta ricorsi al Tar. Non sempre però con risultati omogenei. Anzi. «Purtroppo le famiglie che hanno fatto ricorso al Tar del Friuli Venezia Giulia – spiega Elena Bulfone – hanno sistematicamente perso la loro battaglia legale, almeno in prima battuta». «Invece i tribunali amministrativi di altre regioni come la Puglia e la Liguria – aggiunge Silvano Tavano, dell’Anmic (associazione al fianco di Progetto autismo e di tutte le famiglie di disabili in questa battaglia per l’ottenimento delle giuste ore di sostegno) – hanno riconosciuto i diritti dei bambini con problemi di quella regioni. A questo punto credo che anche gli altri Tar regionali debbano adeguare le loro decisioni, come sostengono tutti gli esperti di diritto». Ma le famiglie dei disabili prima della carta dei Tar, e oltre alla carta dei Tar, vogliono giocare fino in fondo la possibilità di appellarsi al potere autonomo del Friuli Venezia Giulia in materia di istruzione. «Abbiamo già chiesto un incontro all’assessore regionale Molinaro – ricorda Tavano – , ma forse gli impegni dei recenti appuntamenti elettorali non gli hanno permesso di mettere in calendario la nostra visita. Speriamo che una telefonata arrivi al più presto». Secondo le associazioni infatti la Regione Friuli Venezia Giulia grazie alla sua potestà primaria potrebbe fare molto. «A iniziare dall’avviare concretamente – precisa Elena Bulfone – i lavori dell’osservatorio sulla disabilità deciso e mai messo in funzione. Attraverso l’osservatorio si potrebbe anche capire quanti sono i bambini che a scuola hanno bisogno delle ore di sostegno. Così che la Regione potrebbe anche definire con certezza l’ammontare degli eventuali finanziamenti extra per salvare l’istruzione dei nostri figli».

di Federica Barella

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