Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

SQuola pubblica a pagamento….incredibile ma vero.

Posted by Luigi Scarpis su 19 settembre 2009

La Repubblica del 19-09-2009

Linea a luttoLa scuola al tempo dei tagli

Debutta l´istruzione fai-da-te

Una preside ai genitori: “Ore di lezione in più? Pagatele voi”. Diktat del ministero ai capi d´istituto “Classi numerose o vi chiederemo il conto per i prof” PALERMO. Scuole costrette a ridurre le attività didattiche per mancanza di personale. Presidi obbligati a scegliere: riempire le classi a dismisura o rischiare di pagare di tasca propria i docenti delle classi con pochi alunni? E genitori chiamati a retribuire personalmente gli insegnanti per qualche ora di lezione in più. I tagli all´istruzione voluti dal governo Berlusconi aprono in città l´anno della scuola “fai-da-te”. Le lezioni sono iniziate soltamto ieri, e già ai problemi di sempre si aggiungono quelli determinati dalla cura da cavallo imposta alla scuola dal ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, e dalla collega dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. Gli ispettori di Tremonti. «Il direttore dell´Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano – racconta Roberto Tripodi, presidente dell´Associazione delle scuole autonome della Sicilia e preside dell´istituto tecnico industriale Volta – ha inviato a tutti i capi d´istituto una circolare che preannuncia ispezioni da parte del ministero dell´Economia sulla formazione degli organici». Una misura mai adottata prima, che intende avvertire i dirigenti scolastici perché non scantonino dai limiti per la formazione delle classi imposti dal ministero. «Le prime classi devono avere come minimo 27 alunni – dice Tripodi – e chi non rispetta i parametri del ministero potrà essere chiamato a risponderne personalmente». Tradotto dal burocratese, significa pagare di tasca propria i professori in più assegnati dallo Stato per le classi con pochi alunni. Meno ore a scuola. Quasi tutti gli istituti, per effetto dei tagli al numero dei bidelli, sono costretti a ridurre le attività offerte ad alunni e genitori. «Al Volta – spiega il preside Tripodi – abbiamo sette bidelli in meno rispetto allo scorso anno e, anziché aprire la scuola cinque pomeriggi alla settimana, saremo costretti ad aprire solo tre pomeriggi». Risultato: meno corsi di recupero per gli studenti, meno progetti e meno possibilità di guadagno per gli insegnanti. Nella stessa situazione l´alberghiero Piazza di corso dei Mille, il tecnico industriale Vittorio Emanuele III e l´alberghiero Cascino, che ha sede in un edificio di sette piani nei quali si dovranno fare i salti mortali per vigilare sugli studenti. Ed è solo l´inizio: la situazione peggiorerà l´anno prossimo e ancora di più tra due anni. Il maestro unico. La riforma dell´elementare? Un mezzo disastro. «Dopo la cancellazione delle “compresenze”, mantenere una certa continuità didattica è diventato un rompicapo che non siamo riusciti a risolvere», dice il dirigente scolastico della elementare De Gasperi, Maria Giovanna Granata. E i genitori degli alunni delle prime classi sono infuriati perché, al posto delle 30 ore settimanali, i bambini ne avranno 27. «Le mamme e i papà – racconta la Granata – non ci stanno: alcuni minacciano di portare i figli nelle scuole private, altri lo hanno già fatto. Per evitare l´esodo ho proposto ai genitori di pagarsi di tasca propria le attività di accoglienza per tre ore alla settimana. Ma loro – conclude – non sembrano entusiasti della soluzione». Disabili in difficoltà. In questi giorni insegnanti e capi d´istituto stanno facendo i conti con l´organico di sostegno decimato dai tagli. «Molti istituti – spiega Enzo Granato, della Uil Scuola regionale – ci segnalano la presenza di un insegnante di sostegno ogni tre alunni H. Il ministero aveva assicurato un rapporto di uno a due». La stessa situazione si presenta all´istituto comprensivo Falcone dello Zen, dove il rapporto è appunto di un insegnante di sostegno per tre bambini disabili. Per questa ragione, ieri mattina, le prof si sono riunite perché non sanno come affrontare l´anno scolastico. «Ci sono almeno sette bambini senza assistenza – dice Linda Manno, insegnante di sostegno – e, considerato il numero di colleghi rimasti a casa per i tagli, non solo è un´ingiustizia, ma un disservizio grave per l´utenza». Ma c´è chi sta peggio: all´istituto d´arte di piazza Turba 74 disabili verranno seguiti da 21 docenti. Sos strutture. Le condizioni degli edifici scolastici restano precarie, e le ultime piogge hanno messo a nudo tutti i problemi. «A causa di alcuni cornicioni pericolanti – dice Rita Coscarella, preside della media Virgilio – i campetti sportivi all´aperto e l´anfiteatro interno sono inagibili da mesi». Il Comune non ha soldi per nulla: dal buono libro per i ragazzini della media alla refezione, passando per la piccola manutenzione. Salvo Intravaia

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