Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Il diritti, calpestati, dei nostri ragazzi, passano attraverso le vie legali.

Posted by Luigi Scarpis su 22 settembre 2009

E’ lecito,  è normale,  che  per far rispettare i diritti dei nostri ragazzi, le famiglie siano COSTRETTE a ricorrere alle  vie legali?  E’ normale  questo sistema in una società civile?

————————————————————————————————————————————Linea a lutto

Il Tirreno del 22-09-2009

Le famiglie fanno causa al Provveditore

I genitori dei bimbi disabili hanno deciso di passare alle vie legali: nel mirino anche l’ufficio scolastico regionale e il ministero.
Pronti 50 ricorsi d’urgenza contro i tagli degli insegnanti di sostegno nelle scuole.
L’assemblea di ieri mattina ha sancito la nascita del comitato. «Solo uniti potremo far valere i diritti dei nostri figli». E arriva la solidarietà anche di maestri e sindacati

LIVORNO. C’è chi propone di chiamarlo comitato «Scuola per tutti». Chi più provocatoriamente «Disabilandia», a innescare un contrasto di sentimenti che si commenta da sé. Quel che è certo è che un comitato in difesa del diritto allo studio dei bimbi disabili si farà. Al teatro delle scuole Benci ieri mattina erano almeno una cinquantina i genitori pronti a dar battaglia contro i tagli agli insegnanti di sostegno.
Diritti negati. E’ stata un’assemblea infuocata: ognuno ha messo sul piatto la sua storia di sofferenze e diritti negati. Ma il leit-motiv era unico: «Se agiamo isolati rischiamo una guerra fra poveri. Non ce lo possiamo più permettere. Uniti possiamo arrivare lontano». La Gelmini c’entra: ma fino a un certo punto. «Il problema del sostegno c’è sempre stato, dall’asilo alle superiori: una lotta continua» si sfoga una mamma.
Sandra Biasci, madre di un bimbo autistico di 7 anni, è una delle promotrici del costituendo comitato. È lei, con un’altra mamma, a sottolineare gli ulteriori effetti negativi delle ultime riforme.
«Trattano i nostri bimbi come numeri. In Toscana ci sono 1086 bambini certificati come disabili, di cui 300 gravi. L’Ufficio scolastico regionale ha immesso negli organici 541 insegnanti di sostegno. Come pensano di poter garantire i diritti?». Ogni scuola poi si organizza a modo suo e dove ci sono genitori in prima linea i risultati arrivano. «Ma vi sembra giusto? – si domandano i promotori – Ecco perché è importante stare uniti: dobbiamo coordinarci».
Facciamo causa. La parolina magica che circola tra i genitori è «ex art. 700». È il così detto «provvedimento d’urgenza»: il modo più rapido con cui gli avvocati cercano di far riottenere i diritti negati. «Possibile – attacca un’altra mamma – che dobbiamo mettere gli avvocati per difendere un diritto garantito dalla costituzione?». Possibile sì: «e purtroppo – racconta un babbo – l’unico modo con cui si ottengono risultati immediati».
Nei prossimi giorni presso gli uffici dell’Ufficio scolastico provinciale arriverà una pioggia di ricorsi con questa procedura d’urgenza. E i ricorsi, oltre che nei confronti dell’ufficio provinciale, saranno anche rivolti contro quello regionale e il ministero. Tra i genitori c’è anche chi va oltre proponendo blocchi stradali e perfino blocchi delle lezioni. «È il modo più efficace – spiega un babbo – per far prendere coscienza del problema anche ai genitori dei cosiddetti bambini normodotati». «Mica lo sanno – aggiunge un altro – che se ai nostri bambini disabili manca il sostegno a rimetterci sono anche gli altri: se una maestra deve seguire anche mio figlio disabile al 100%, come fa a seguire come faceva prima anche gli altri 20?».
Prof all’attacco. All’assemblea partecipano anche le maestre. «I genitori devono sapere che siamo dalla loro parte». Lo dice con passione Alessandra Busoni, alle Benci è insegnante di sostegno da 25 anni. «L’unica voce che in passato sono stati in grado di ascoltare è quella di voi genitori».
Anche Anna Della Ragione, maestra e rsu Cgil, offre sostegno: «Tutta la scuola è in emergenza. I tagli indiscriminati pesano su tutta l’organizzazione costringendoci ad acrobazie negli orari. Ma i diritti dei bambini disabili vengono prima di tutto».

Gianluca Della Maggiore

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