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Cagliari: ritorno alle classe speciali

Posted by Luigi Scarpis su 28 settembre 2009

28 settembre 2009 – Francesco Corda
2009, un ritorno alle classi “differenziali” in Sardegna senza precedenti

Linea a luttoParrebbe proprio di sì, nonostante siano state abolite dagli artt. 11 e 12 della legge 31 dicembre 1962, n. 1859! Che cosa sta succedendo in Città e nei piccoli paesi?
Conseguenza del DPR 81 del 2009 (norme per la riorganizzazione della rete scolastica ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola……) oppure mancato monitoraggio da parte della Regione ai sensi dell’art.117 della Costituzione?

Assistiamo da mesi ad un rimbalzo vergognoso di responsabilità che riguardano l’integrazione degli alunni con disabilità e il loro successo formativo. La politica (tutta) non può restare in silenzio. Chiediamo impegni precisi sul numero degli alunni per classe e sul numero dei docenti di sostegno. Chiediamo che il rapporto di 1 a 2 possa essere rispettato anche all’interno di ogni istituzione scolastica (legge finanziaria 2008 – comma 413 : è stabilito che non si possa superare la media nazionale di un insegnante di sostegno per ogni due alunni con disabilità).

Ma torniamo alla notizia: abbiamo scovato un’ altra scuola secondaria, guarda caso si tratta di un altro IPSAA, quello di Villamassargia (Ca) dove c’è una prima con 4 disabili, decisamente troppi e, si spera, ancora cosa illegale in questo Paese!

Gli istituti professionali sono spesso quelli più “gettonati” dai ragazzi diversamente abili e siamo consci che spesso il numero di richieste di iscrizione che le scuole ricevono sono più elevate rispetto al limite massimo imposto per legge. In questi casi però il buon senso dovrebbe fare da guida, e risparmiare denari quando si tratta di formazione, cioè del futuro dei nostri figli, non ci sembra una cosa opportuna. Teniamo inoltre presente che gli istituti professionali sono già problematici di per sé, quindi, anche la formazione di classi piccole non può che essere una scelta didattica da sostenere e preferire, quindi, perché 4 alunni in una sola prima e non in due prime?

Ma a queste cose non dovrebbero pensarci i vari GLIP e/o gruppi di lavoro provinciali (a proposito esistono? Funzionano? Che fanno? Che dicono riguardo a questi casi? Ne erano a conoscenza? Come mai hanno avvallato simili scelte? Dove si può trovar scritto di queste decisioni? Sono mesi e mesi che chiediamo inutilmente una risposte a queste domanda e dire che in molte regioni si può trovar risposta a tutto ciò con un semplice click di mouse…).

Una domanda a questo punto sorge spontanea, e la rivolgiamo a tutti: desideriamo veramente continuare a mantenere la legge 104 in questo Paese? Ci interessa realmente contribuire a realizzare il sogno di una società veramente inclusiva?

Riflessioni di un cittadino insegnante e precario a spasso grazie alla riforma di Maria Star (E dire che io a questo lavoro ci avevo veramente creduto !)

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