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Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Disabili, la barriera delle superclassi

Posted by Luigi Scarpis su 28 settembre 2009

Corriere Fiorentino del 27-09-2009

Disabili, la barriera delle superclassi

Denuncia delle Associazioni di tutela. Troppi allievi, non c’è cura-educativa

Linea a luttoFIRENZE. Sono circa 180 mila i ragazzi disabili che frequenteranno quest’anno le scuole pubbliche, da quelle dell’infanzia alle superiori. E per loro si stima la presenza di circa 90 mila insegnati di sostegno, se si manterrà lo stesso rapporto medio dello scorso anno scolastico, peraltro in flessione rispetto al 2007/2008 ( v. tabella ). In alcune realtà però il rapporto è stato di 1 docente di sostegno ogni 3-4 ragazzi con handicap. Lo segnalano le Associazioni a tutela dei diritti dei disabili, Fish e Anffas, che lanciano un ulteriore allarme: in alcune scuole superiori ci sono classi con disabili troppo numerose.
Gli allievi disabili sono circa il 2% della popolazione scolastica; tra questi anche ragazzi con problemi gravi, perlopiù neurologici (si va bambini con sindrome di Down, agli autistici, ai cerebrolesi). La normativa in vigore (DPR 81 del 2009, G. U. 2 luglio) fissa il limite di 20 alunni per le classi con allievi disabili, in rapporto alle esigenze formative dei disabili stessi. Ma a garantire ovunque il rispetto delle regole sembrano non essere servite nemmeno le recentissime Linee guida per migliorare il processo di integrazione degli alunni con disabilità, condivise da tutti nei principi, ma criticate dalle Associazioni per le diverse interpretazioni che consentono.
«La prima preoccupazione — spiega Salvatore Nocera, vice presidente della Federazione superando l’handicap (Fish) — è, appunto, che ci sono diverse classi con disabili troppo numerose, anche di 30 alunni. Ci è stato segnalato anche il caso di un Istituto professionale a Vercelli con una classe di 23 alunni, sette dei quali disabili. Nell’una e nell’altra situazione sembra impossibile che i docenti riescano a garantire un buon livello di insegnamento sia ai disabili sia ai normodotati».
«A Padova, — riferisce l’Associazione famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale (Anffas) — c’è una classe di 34 alunni con ragazzi disabili » e anche da da Bologna il Comitato associazioni dei disabili (CAD) segnala classi di scuola superiore composte da oltre 30 ragazzi con 2 o 3 allievi disabili gravi. Dalla Sicilia, invece, l’Anffas denuncia la riduzione, rispetto all’anno scorso, delle ore di sostegno ad alunni con disabilità gravi. Per la psicologa Paola Gherardini, responsabile dell’Osservatorio scolastico per le famiglie con bambini Down di Roma: «Gli obiettivi delle Linee guida si possono raggiungere se gli insegnanti lavorano in squadra, ma la loro formazione sui problemi della disabilità è carente. In più, il taglio dei collaboratori scolastici potrà comportare minore attenzione per quanto riguarda igiene personale, mobilità, vigilanza e assistenza ai disabili». Il Ministero dell’Istruzione, intanto, ha invitato gli Uffici scolastici regionali a monitorare la situazione.

Edoardo Stucchi

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