Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

I nuovi ghetti.

Posted by Luigi Scarpis su 1 ottobre 2009

Il Secolo XIX del 01-10-2009

Linea a luttoSette disabili trasferiti nella stessa classe

Scoppia la polemica alla Montale.
Il segretario della consulta handicap ligure accusa: «Una vergogna, creato un ghetto». Il preside minimizza

GENOVA. Alcune scuole sono già scese sul piede di guerra per gli accorpamenti e l’affollamento delle classi, effetti della riforma Gelmini. Ma quanto successo alla succursale della scuola superiore Montale in via del Castoro, a Marassi, è un fatto inedito. Una delle tre prime classi dell’indirizzo professionale dell’anno scorso è stata soppressa e divisa in due seconde: in una sono confluiti tutti gli studenti normodotati (più di 30 alunni), nell’altra sono stati inseriti tutti i ragazzi disabili. Sette, su un totale di venticinque ragazzi. E non è l’unico caso: anche le percentuali nelle prime sono simili.
Il provvedimento ha già scatenato polemiche durissime nel mondo delle associazioni: «Quella classe è una galera coatta – tuona Giacomo Piombo, segretario della Consulta handicap ligure – Non possono farlo è una decisione illegale. La legge prescrive che le concentrazioni di portatori di handicap sia al massimo di uno ogni 25 studenti. E quanto dichiarato dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini va in questa direzione».
In realtà, secondo Sara Pagano, direttrice provinciale degli studi, «la legge non disciplina il numero di ragazzi disabili, ma il rapporto con gli insegnanti di sostegno, che rispetto all’anno scorso non sono diminuiti – precisa – Certo, è ragionevole non concentrare troppo studenti con questi problemi in una stessa classe. Quanto alla situazione del Montale, non ci era stato comunicato nulla».
La segnalazione è arrivata dal corpo docenti, che ha vissuto questa trasformazione con disagio. Già l’anno precedente il numero eccedeva già le cifre indicate dalla Consulta. «Nel 2008 i ragazzi erano divisi a metà tra le due classi», afferma una docente, che chiede di restare anonima. «Poi quest’anno hanno eliminato una delle due classi e quando sono tornata in classe sono rimasta perplessa di questa decisione di fare una classe numerosa e un’altra con tutti i ragazzi portatori di handicap. Ad aggravare il quadro c’è anche un altro elemento: quattro di loro soffrono di patologie molto gravi, che sono anche scarsamente compatibili tra loro. Senza contare che il sostegno ha subito dei tagli al monte ore».
Il risultato è paradossale. «Se da un lato una delle due seconde è formata da 32 allievi senza alcun problema di questo tipo – dice la professoressa, (il preside sostiene siano 31) – L’altra è composta da 25 ragazzi. Ma con gli insegnanti di sostegno arriviamo allo stesso affollamento. A fare lezione, oltre ai 25 studenti, c’è il docente della materia, cinque insegnanti di sostegno e una educatrice. È evidente che fare lezioni in queste condizioni diventa problematico. Ci troviamo in una situazione delicata e drammatica».
Non che normalmente tutto fili liscio nell’istituto. «Si tratta di una sede periferica con un indirizzo professionale che permette di terminare gli studi dopo tre anni – spiega la docente – È una scuola di confine, abbiamo molti studenti extracomunitari e altri difficili. Ci aspettavamo proteste da parte dei genitori, ma parliamo di famiglie piuttosto assenti».
Il preside Giovanni Iozza, contattato ieri mattina, minimizza: «Non abbiamo avuto nessuna lamentela. La classe più numerosa ha 31 studenti, non 32. E la media con le sezioni in sede è di 25 per classe». Ma il numero di disabili? «Sono quattro o cinque in quella classe, adesso non ricordo esattamente». L’emergenza, denuncia ancora la docente, riguarda anche due prime di quest’anno: «In una sezione ci sono sei ragazzi disabili su 31, in un’altra 6 su 25». Su questa seconda situazione, confermata nel pomeriggio, è stato impossibile contattare il direttore scolastico, impegnato in una riunione.
Sull’episodio è intervenuto anche dal Coordinamento dei precari liguri: «È una vergogna – commenta il portavoce Paolo Fasce – Un altro effetto dei tagli della Gelmini». E la Consulta promette di portare avanti una battaglia: «Agire in questo modo significa fare delle scuole speciali e questo è intollerabile – conclude Piombo – Porteremo il caso all’attenzione del provveditorato oggi stesso».

Marco Grasso (grasso@ilsecoloxix.it)

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