Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Lo smantellamento dell’inclusione scolastica.

Posted by Luigi Scarpis su 1 ottobre 2009

La Nuova Sardegna del 30-09-2009

Polemica a Villacidro sei handicappati in un’unica classe

CAGLIARI. Sei alunni handicappati in un’unica classe, una 1ª formata da 23 alunni, altri cinque studenti disabili in una 4ª con una ventina d’iscritti in tutto.

Linea a luttoSuccede alle Professionali per l’agricoltura di Villacidro, dove naturalmente il numero degli insegnanti di sostegno è del tutto inadeguato. È, questo, il caso più clamoroso provocato dalle riforme in Sardegna. Un record negativo a livello nazionale, pare eguagliato solo da una scuola della provincia di Vercelli. Non isolato, però: ora nel Campidano si tenta di correre ai ripari, ma disfunzioni analoghe nell’assistenza a bambini e ragazzi con deficit fisici e mentali si registrano in altre zone dell’isola. Da Alghero a Sassari, dall’Iglesiente al Nuorese e alla Gallura, stanno per essere presentati numerosi ricorsi ai giudici amministrativi. Al centro delle accuse, l’impossibilità di aiutare gli allievi svantaggiati: 4.500 in tutta la Sardegna. In una situazione nella quale gli inabili hanno di frequente con problematiche completamente differenti e sono spesso concentrati in pochissime classi. Tutto mentre la mannaia dei tagli si abbatte, implacabile, anche sugli insegnanti di sostegno, soprattutto precari.

I politici. «Vogliono creare di nuovo le scuole differenziali», lanciano l’allarme in Sardegna diversi esponenti del centrosinistra. E i rappresentanti delle associazioni dei genitori in lotta contro gli handicap rincarano la dose: «Non ci fermeranno», spiegano. «Abbiamo già parlato con il direttore regionale, Armando Pietrella, per chiedere garanzie – aggiungono – E siamo andati a Roma sollecitando interventi da parte del ministero della Pubblica istruzione. È una situazione intollerabile: così non si può andare avanti». Alle loro accuse si aggiungono le proteste dei sindacati, confederali e autonomi, che fin dall’inizio delle lezioni hanno messo in guardia sulla possibilità che si presentassero difficoltà del genere, oltre che le segnalazione da parte di direttori didattici e capi d’istituto, alle prese fin dallo scorso 17 settembre con una matassa davvero difficile da sbrogliare.
Indignato per gli effetti disastrosi che le defaillances stanno causando a cascata nell’isola appare Marco Espa, vicepresidente della commissione Sanità e politiche sociali del consiglio regionale. «Per la prima volta da decenni abbiamo un accorpamento degli alunni con disabilità – dice l’esponente del Pd – In Sardegna non si vedeva dai tempi delle famigerate classi speciali». Semplice far capire, secondo il consigliere democratico, che cosa tutto ciò comporti: «I diritti umani di quegli alunni sono violati, i diritti dei loro compagni di classe pregiudicati». «Di fronte a questo stato di cose bisogna ribellarsi, pacificamente ma con determinazione – sostiene Marco Espa in chiusura – Non possiamo certo assistere passivi allo scempio dell’integrazione degli studenti con disabilità e alle conquiste civili delle loro famiglie».
Le tensioni. Il preside dell’istituto al centro del caso più eclatante, a Villacidro, è visibilmente preoccupato. Si chiama Giancarlo Vinci. Da Villamar, dove dirige l’Alberghiero, 280 studenti, guida anche l’Agrario del «paese d’ombre» reso celebre dallo scrittore Giuseppe Dessì, una settantina d’iscritti in tutto, compresa una quindicina di handicappati. «Purtroppo questa situazione l’ho ereditata – sottolinea il capo d’istituto – Di certo era un quadro negativo che andava preso in considerazione al momento delle iscrizioni. Oggi ci troviamo così a operare in maniera tutt’altro che ottimale. Quando entro nelle aule della 1ª e della 4ª, mi viene un groppo alla gola. Fra l’altro non c’è solo una difficoltà nell’assistenza. Dobbiamo fronteggiare anche le condizioni di pericolo potenziale alle quali i ragazzi disabili possono venire esposti: tra loro c’è chi non ha la percezione del pericolo e dev’essere quindi sorvegliato a vista». Vinci non è comunque rimasto a guardare con le mani in mano. Si è già mosso facendo i primi passi per ottenere risposte immediate. «Intanto ho chiesto l’assegnazione di un maggior numero d’insegnanti per l’aiuto agli allievi con handicap – informa – In secondo luogo, ho sollecitato lo sdoppiamento della 1ª in due diverse classi. Ho poi in mente di servirmi della nostra azienda agraria di cento ettari per sfruttare al meglio le potenzialità che la scuola di Villacidro può riservare proprio per andare incontro alle esigenze di chi ha deficit d’apprendimento».
I familiari. In Sardegna al sovraffollamento si sommerebbero riduzioni, talvolta drastiche, delle ore di sostegno. E un quadro aggravato dalle sforbiciate date al numero dei bidelli (quasi 500 in meno nell’isola), che spesso prestano assistenza integrativa di fronte alle patologie meno devastanti. Ma il ministro insiste nell’affermare che «In Italia c’è un docente ogni due studenti disabili» e che «il rapporto è di uno a uno nei casi di necessità». Continua a escludere che una classe con alunni disabili possa venire formata da più di 20 iscritti, invitando comunque a denunciare qualsiasi carenza. Ed è appunto quel che sta facendo Francesca Palmas, membro dell’Osservatorio minorile per l’insegnamento e dirigente regionale dell’associazione per i bambini cerobrolesi, assieme a Giuseppe Argiolas, coordinatore dei precari sadi per la questione del sostegno.
«Stiamo facendo un censimento delle emergenze: ci vengono denunciate tante anomalie soprattutto nelle prime elementati e nelle prime superiori – afferma Francesca Palmas – È il risultato catastrofico delle direttive date alle scuole dalla Gelmini. Con il taglio degli ausiliari, con le contrazioni dei docenti curriculari, con il ritorno del maestro prevalente non poteva che finire così. Ecco perché abbiamo già avuto un incontro a Roma col vicedirettore del dipartimento istruzione del Miur, Sergio Scala».
I precari. Fin qui è stato simile il percorso seguito da Giuseppe Argiolas, che al funzionario ministeriale ha scritto facendo seguito alla protesta della Federazione per il superamento dell’handicap. Nell’isola i docenti di sostegno sino a 5 anni fa erano 2.400 (più 600 assunti in deroga). Dal 2004 sono diminuiti del 10%. «Ora siamo in tutto 2.700 e solo grazie alle immissioni in ruolo», precisa Argiolas. Che ha chiesto alla Regione e alla direzione scolastica sarda monitoraggi specifici istituto per istituto. Perché tutto lascia pensare che, a prescindere casi più preoccupanti, le condizioni generali dei disabili sardi a scuola siano notevolmente peggiorate.

di Pier Giorgio Pinna

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