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Spastici, autistici, down: taglia, taglia, taglia…

Posted by Luigi Scarpis su 1 ottobre 2009

“Per mio figlio ore di sostegno dimezzate, senza una spiegazione”

da Superabile

Linea a luttoLa denuncia di Roberto Volpi, padre di un ragazzo spastico di Ponte dell’Olio, provincia di Piacenza, a cui hanno tolto 10 ore a 5 giorni dall’inizio della scuola. “Non ci resta che ricorrere al Tar”

PIACENZA – La sua voce si unisce al coro di protesta di quei genitori di alunni disabili che, in questi giorni, hanno visto ridurre le ore di sostegno ai propri figli nel passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria: “Ci hanno dimezzato le ore di sostegno a 5 giorni dall’inizio della scuola, senza una spiegazione”. È questa la denuncia di Roberto Volpi di Ponte dell’Olio (Piacenza), padre di Davide, un bambino di 11 anni con paresi spastica dalla nascita e un problema al braccio destro che gli impedisce di scrivere correttamente. Davide secondo la legge 104 è un disabile grave e quindi avrebbe diritto alle stesse ore di sostegno per tutti gli anni scolastici: “Durante i cinque anni di scuola primaria – dice Roberto – il bambino ha sempre avuto 23 ore con l’insegnante dedicato. Prima del passaggio alla scuola media ci hanno detto che ne avrebbe avute 18, ma questo non sarebbe stato un grosso problema. A cinque giorni dall’inizio delle lezioni, però, abbiamo chiamato la segreteria dell’Istituto comprensivo e ci hanno detto che le ore sarebbero state solo 13. Non ci hanno dato una spiegazione, ci hanno detto che il provveditorato poteva concedere solo quelle ore e basta. Non siamo stati neanche avvertiti”. La carriera scolastica di Davide ha subito una brusca sterzata dopo la seconda elementare, quando ha cominciato ad avere grossi problemi in matematica: “Andavamo periodicamente in un centro di assistenza a Milano – continua Volpi – ma dopo un po’ di tempo la sue condizioni sono peggiorate e anche il suo rendimento scolastico ne ha risentito. Adesso questo duro colpo: a me tredici ore sembrano davvero poche, specialmente alle medie”. Il padre di Davide non esclude il ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna: “Non sappiamo a chi rivolgerci, non abbiamo mai avuto bisogno dell’aiuto delle associazioni, ma a questo punto non ci resta che andare in Tribunale” conclude. (gm)

(30 settembre 2009)

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