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Integrazione scolastica: le regole e i problemi

Posted by Luigi Scarpis su 2 ottobre 2009

Il Messaggero Veneto del 02-10-2009

Integrazione scolastica: le regole e i problemi

di Antonio Bondavalli

PORDENONE. Prima delle vacanze estive il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca ha divulgato le linee guida con indicazioni in materia di integrazione degli alunni con disabilità nella scuola. «Le direttive riportate si muovono nell’ambito della legislazione primaria e secondaria vigente e mirano a innalzare il livello qualitativo degli interventi formativi ed educativi sugli alunni portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali» secondo quanto riportato nella circolare che accompagna il documento. È evidente, come sottolineato da Salvatore Nocera, stimato esperto di integrazione scolastica per le disabilità e vice-presidente della Fish, come tale testo sia un gradito e rinnovato impegno da parte dell’amministrazione scolastica a perseguire livelli di qualità d’eccellenza per una piena integrazione degli alunni con disabilità nelle classi ordinarie, anche alla luce delle esperienze pluriennali maturate nelle eccellenze scolastiche del nostro paese. Obiettivo dichiarato del documento è «fornire agli operatori scolastici una visione organica della materia, che possa orientarne i comportamenti nella direzione di una loro più piena conformità ai principi dell’integrazione», ma va sottolineato come tale visione risulti, in realtà, solo superficialmente descrittiva di una situazione che nello specifico è altamente problematica. I punti critici della quotidianità della pratica scolastica restano, forse non del tutto casualmente, accantonati; in particolare, alla luce di alcune segnalazioni pervenuteci da nostri corregionali, vorremmo sottolineare il tema della formazione delle classi, che resta abbandonato, in balia dei vuoti normativi che lo caratterizzano da tempo. La classe è il contesto scolastico in cui si svolge l’azione educativa, contesto che, a detta del documento stesso, è da considerare una risorsa per l’integrazione, eppure nulla si esplicita circa il numero massimo di alunni con disabilità presenti nella stessa classe, indicazione abrogata dal dpr 81-’09 e mai riaffrontata, consentendo il verificarsi di casi limite, che vedono addirittura la compresenza di 7 alunni con certificazione 104-’92 nella stessa classe. Ci si domanda preoccupati come, in questo contesto educativo, sia possibile esplicitare un clima educativo e cooperativo che dovrebbe caratterizzare le attività scolastiche e come, con tali premesse, gli insegnati riusciranno a perseguire gli obiettivi ministeriali per tutti gli alunni della classe, rispettando il diritto alle effettive esigenze dei singoli alunni con disabilità, più volte ribadito nei testi di legge e nelle sentenza del Tar, accogliendo, inoltre, le singole esigenze di tempo e attenzione di tutti gli alunni, se pur non certificati. Se si considerano solo i disturbi quali dislessia e disgrafia, a tutt’oggi non certificati, le probabilità di formare classi multiproblematiche è pericolosamente alta. Alle famiglie degli alunni, disabili e no, preoccupate per tali premesse si è giunti paradossalmente a suggerire di rivolgersi al sindaco per la verifica del rispetto delle norme sui limiti di densità di affollamento previsti dalle normative sulla sicurezza nell’edilizia scolastica (dm del 18-12-’75) che fissa la densità di affollamento in mq netti per alunno pari a 1,96 nelle secondarie di secondo grado e 1,80 negli ordini precedenti di scuola: dpr n° 37-’98, art. 6, e dm del 4-5-’98, art. 5, per le deroghe ai parametri di densità di affollamento; dm del 26-8-’92, art. 5, Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica; tu sulla sicurezza dl 81 del 9-4-2008). Assurdo: se vostro figlio, disabile o no, è inserito in una classe affollata per garantirgli il rispetto al suo diritto di studio da parte dello Stato e per permettere che le sue effettive esigenze siano accolte, dovete misurare lo spazio vitale della sua classe e sperare che non abbia mq sufficienti per un minimo spazio vitale. Queste sono le premesse culturali di integrazione e responsabilità sociale che offriamo ai nostri figli.

Centro InfoHandicap – via San Valentino, 20 c/o Distretto Sanitario Udine
mail: info@infohandicap.org
tel. 0432-51 26 35
http://www.infohandicap.org

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