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La discriminazione viola la legge: i pareri del Tribunale dei diritti dei disabili

Posted by Luigi Scarpis su 18 ottobre 2009

Casa, scuola, salute e tempo libero: è in questi ambiti che si sono verificate le discriminazioni sottoposte quest’anno all’attenzione del Tribunale promosso da Anffas e Associazione nazionale magistrati. Quattro casi diversi, uno scenario comune: la legge 67/2006

giudiciROMA – Casa, scuola, salute e tempo libero: sono questi i diritti violati, presi in esame dalla XII Sessione del tribunale dei diritti dei disabili promosso dall’Anffas e dall’Associazione nazionale italiana magistrati.

Il tribunale affronta, in ogni sessione, tramite un dibattimento che si svolge sul modello di quelli reali, situazioni nelle quali sono stati gravemente violati i diritti delle persone con disabilità e/o dei loro genitori e familiari.

Dopo l’esposizione dei singoli casi, seguono le arringhe degli avvocati del Collegio della difesa e, a seguito della Camera di consiglio, i magistrati espongono i lori pareri che, pur non avendo valore giuridico vincolante, contribuiscono a creare un patrimonio giuridico di grande valore sui diritti delle persone con disabilità ed a diffondere e promuovere una cultura della legalità. Il Tribunale quest’anno si è riunito a Ferrara il 10 ottobre e ha affrontato quattro casi di discriminazione in ambito abitativo, scolastico, ricreativo e sanitario. Lo scenario comune è quindi la legge dedicato alla 67/2006, che sanziona chi discrimina le persone con disabilità ed i loro genitori e familiari.

Il primo caso è quello di Simone, un bambino di 5 anni in sedia a ruote a causa di una forma di tetraparesi. La scuola materna che frequenta è del tutto inaccessibile: i genitori sono costretti ad accompagnarcelo portandolo in braccio. Anche il palazzo dove abita, senza ascensore, è inaccessibile e il condominio ha negato ai genitori – anche a loro spese – l’installazione di un servoscala.

Angelo invece ha 10 anni e la sua classe è andata in gita senza di lui: la scuola, che non aveva permesso la presenza dell’insegnante di sostegno e dell’assistente alla comunicazione, aveva negato anche la possibilità di un secondo accompagnatore oltre ad uno dei genitori. Le storie di Simone e Angelo sono due dei quattro casi che saranno trattati questo fine settimana dal Tribunale dei diritti dei disabili dell’Anffas.

Gli altri due casi affrontati dal Tribunale riguardano la vicenda di Luisa, alla quale il Comune di residenza ha negato la partecipazione alla colonia estiva per la previsione nel bando di un rapporto fisso di un accompagnatore ogni dieci bambini partecipanti, e la storia di Fabio, ventiduenne con disabilità intellettiva di grado medio, che durante il ricovero in ospedale è stato assistito a tempo pieno dai familiari e poi per due mesi da una badante pagata dalla famiglia per l’asserita impossibilità di accudirlo da parte del personale infermieristico.

Oltre ai casi affrontati pubblicamente durante le sessioni, la segreteria giuridica del Tribunale esamina ogni anno centinaia di altre situazioni, svolgendo un lavoro quotidiano di consulenza tecnica: sono troppi infatti, sottolineano dall’Anffas, i casi in cui vengono violati, in maniera più o meno “eclatante”, anche i più elementari diritti delle persone con disabilità e dei loro congiunti, che si trovano spesso a dover “lottare” per ottenere ciò che per legge dovrebbe essergli garantito. (cl)

(12 ottobre 2009)

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