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Il Tar dà torto al Ministero. Il legale: «Sentenze storiche»

Posted by Luigi Scarpis su 7 gennaio 2010

‘Unione Sarda del 30-12-2009
Ore di sostegno dimezzate: risarcimento per tre alunni

CAGLIARI. Quattromila euro e la restituzione dell’orario pieno con l’insegnante di sostegno: due sentenze del Tar del Lazio. Il Tar del Lazio dà ragione alle famiglie di tre bambini disabili, due di Cagliari, entrambi di 4 anni, e uno di Capoterra, 7 anni: la decisione dei dirigenti scolastici di dimezzare le loro ore di lezione con gli insegnanti di sostegno, assunta all’inizio dello scorso anno scolastico, era sbagliata. Non solo il collegio giudicante ha disposto che ai bambini venga restituito d’urgenza l’insegnante di sostegno per 25 ore la settimana (anziché le 12 e mezza previste dai decreti dei dirigenti scolastici) ma il Ministero dell’istruzione è stato condannato a risarcirli: 4.000 euro ciascuno, cui vanno ad aggiungersi altri 2.000 di spese processuali.

APRIPISTA. «Si tratta delle decisioni finali proprio delle due cause “apripista” che hanno mutato l’orientamento del Tar Sardegna», commenta Riccardo Caboni, l’avvocato che ha tutelato le famiglie degli alunni: «In questo anno scolastico, diversamente dall’anno scorso, i giudici amministrativi sardi hanno integrato l’orario di sostegno».

L’ITER. La vicenda giudiziaria comincia nell’autunno di un anno fa: dopo il dimezzamento dell’orario da parte dei dirigenti scolastici (con decreti firmati il 2 e 15 ottobre 2008), i genitori dei tre piccoli avevano presentato ricorso al Tar della Sardegna, ma se l’erano visto respingere. A quel punto si erano appellati al Consiglio di Stato «che invece riconobbe la violazione del diritto costituzionale all’integrazione scolastica degli alunni disabili gravi prevalente sulle ragioni di contenimento della spesa», ricorda l’avvocato Caboni, «e ordinò al Ministero l’assegnazione dell’insegnante di sostegno per le ore spettanti». Il Ministero sollevò una questione di competenza, e i ricorrenti dovettero a quel punto rivolgersi al Tar del Lazio che, lo scorso 30 novembre, ha depositato le sentenze.

RISARCIMENTI. «Si tratta – spiega ancora il legale – di decisioni tra le prime a riconoscere il risarcimento del danno all’alunno disabile ma la novità assoluta è che per la prima volta a livello nazionale è stato riconosciuto “solidalmente” anche il danno riflesso subito dai genitori»: una misura in cui molte famiglie, ora, possono sperare. «Il Ministero – conclude il legale cagliaritano – per evitare una sfilza di condanne dei Tar a risarcimenti e spese legali, dovrà necessariamente rivedere la sua politica di “tagli” degli insegnanti di sostegno per evitare che i bambini più sfortunati e deboli ogni anno debbano rivolgersi alla magistratura per ottenere il riconoscimento tardivo dei propri diritti».

ALTRI RICORSI. A proposito di diritti, un paradosso: due dei bambini che, secondo il Tar, l’anno scorso avevano diritto a essere seguiti a tempo pieno da un insegnante di sostegno, sono stati costretti a promuovere un ricorso anche quest’anno, visto che non hanno ancora ottenuto l’assegnazione delle ore spettanti.

di Marco Noce

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