Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Archive for the ‘Rette rsa’ Category

Compartecipazione alla spesa nelle comunità alloggio

Posted by Luigi Scarpis su 23 ottobre 2011

Il gruppo di lavoro delle associazioni del territorio di Asolo e Montebelluna, insieme alla consulta per l’handicap, hanno organizzato un incontro pubblico tra famiglie e istituzioni per discutere della questione della compartecipazione alla spesa nelle comunità alloggio.

Qui il volantino della serata:
http://www.emergenzautismo.org/content/view/972/2/
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http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/10/21/news/rette-dei-disabili-politici-sotto-accusa-1.1610991

MONTEBELLUNA

E’ cominciata tra le contestazione nei confronti dell’assessore regionale Remo Sernagiotto ed è terminata con il direttore generale dell’Usl 8 che invocava per la politica «un uomo solo che comanda». L’incontro promosso dalle associazioni di volontariato che si occupano di disabilità, svoltosi l’altra sera nell’auditorium della biblioteca comunale, doveva chiarire per quale ragione i disabili gravi siano tenuti a pagare la retta di ricovero calcolata secondo il reddito complessivo familiare. E non, come sostengono fior di sentenze, in base al solo reddito individuale. La discussione si è però subito incendiata, tra una marcata contestazione verso i politici.

L’avvocato Salvatore Nocera ha spiegato la normativa che, pur tra qualche contraddizione, sostiene che le rette vanno modulate secondo il reddito individuale del disabile e non secondo il reddito familiare.

Gli amministratori – l’assessore regionale Remo Sernagiotto, il direttore generale dell’Usl 8 Renato Mason, il vicesindaco di Montebelluna Elzo Severin – hanno sostenuto che purtroppo nelle casse pubbliche non c’è più una lira. A descrivere il quadro il direttore dei servizi sociali Gianluigi Bianchin: nell’Usl 8 vi sono 410 disabili, 90 dei quali gravissimi ricoverati in struttura. Diciotto i Ceod attivi. I Comuni versano 21 euro per abitante all’Usl, circa 5,2 milioni di euro. Il costo di ricovero dei 90 disabili gravi, che pesa in gran parte sulle famiglie, è di 250 mila euro. «Parliamo di un euro per abitante» hanno protestano le associazioni. Ma il direttore generale dell’Usl ha chiarito: «I Comuni non sono in grado di pagare di più e ogni tentativo in questo senso è andato a vuoto. Bisogna cercare di razionalizzare le spese e io credo che vi sia molto spazio per questo». Un ragionamento più ampio ha provato a fare l’assessore regionale Sernagiotto:«Abbiamo 70 mila veneti non autosufficienti, tra vent’anni saranno 300 mila. Bisogna re-introdurre la compartecipazione della spesa dei servizi sociali». Una proposta che ha fatto infuriare i genitori dei disabili, soprattutto di quelli ospitati nei Ceod attualmente gratuiti per le famiglie:«Adesso ci faranno pagare le strutture» hanno protestato. Alla fine, l’impegno a convocare davanti ai sindaci la Consulta delle associazioni e tentare di convincere i sindaci a venire incontro, con un contributo straordinario, alle famiglie che hanno in carico disabili gravi.

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Disabili: compartecipazione al pagamento delle rette

Posted by Luigi Scarpis su 17 maggio 2010

Con ordinanza 19 novembre 2009, n. 1040 il TAR Veneto, in accoglimento di un ricorso promosso da alcuni disabili, ha sospeso la deliberazione con la quale la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss n. 6 di Vicenza aveva disposto che i disabili accolti in strutture residenziali dovessero contribuire al pagamento della retta con il 100% delle loro disponibilità economiche personali (che nella maggior parte dei casi corrispondono alla pensione di invalidità)

In particolare, il TAR ha rilevato che Leggi il seguito di questo post »

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Rette centri diurni: Famiglie di disabili contro il Comune

Posted by Luigi Scarpis su 16 maggio 2010

Famiglie di disabili contro il Comune  sugli arretrati dovuti per i centri diurni

“Arrivano cartelle da 800-900 euro l’una. Ma non sono calcolate sul reddito dei beneficiari come invece dovrebbe essere”

Da due anni, 30 famiglie che hanno disabili gravi e gravissimi ospiti dei centri diurni e residenziali hanno sospeso unilateralmente il pagamento delle rette con la richiesta di “pagare il giusto” al Comune: una legge nazionale del lontano 2000 ha infatti fissato nel solo reddito del disabile (con l’esclusione della pensione d’invalidità e dell’indennità di accompagamento) il criterio per stabilire la quota di contributo. Ma a livello locale non sempre si è tenuto conto di questa norma: a Bologna le famiglie dei disabili hanno continuato a versare, come fanno dal 1993, un contributo per il trasporto e la mensa. Il Comune, come si legge nella diffida presentata dalle famiglie nei mesi scorsi, richiede “l’intervento delle famiglie dei beneficiari laddove il reddito degli stessi non sia sufficiente” a coprire la quota di compartecipazione.

Il fatto è che il municipio sta facendo muro e nelle ultime settimane sono piovute le cartelle con gli arretrati da pagare, al ritmo di 800-900 euro alla volta. Prima quelli del 2008, poi sarà la volta di quelli del 2009 e del 2010: in tutto, alcuni nuclei, già in difficoltà per l’assistenza dei loro figli disabili gravi e gravissimi si troveranno a pagare diverse migliaia di euro di arretrati.

Eppure questi genitori possono citare 25 sentenze a loro favore a livello nazionale, tra cui quella ottenuta dal Giudice di pace di Bologna nel 2006. Per far valere le loro ragioni stanno preparando un ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna contro le richieste di pagamento, che sarà presentato a breve, mentre 18 solleciti sono già stati impugnati di fronte al Giudice di pace. (Dire)

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Accolta dal Governo la proposta delle Regioni: nel 2010 sarà rifinanziato il fondo nazionale per la non autosufficienza

Posted by Luigi Scarpis su 30 ottobre 2009

Accolta dal Governo la proposta delle Regioni: nel 2010 sarà rifinanziato il fondo nazionale per la non autosufficienza

“Buone notizie.

valdegamberiL’annunciato rifinanziamento del fondo nazionale per la non autosufficienza, chiesto nel corso di questi mesi in modo pressante dalle Regioni e in particolare dal Veneto, è un fatto importante che può ristabilire in tutti, amministratori pubblici, operatori e famiglie, un po’ di calma e di moderata fiducia.

Ora si tratta di andare avanti per dare alle politiche sociali quel che va dato e, magari, farle uscire dal patto di stabilità”. Questo il commento di Stefano Valdegamberi, Assessore veneto alle politiche sociali e coordinatore nazionale degli Assessori regionali nel settore, alle positive notizie giunte alla conclusione dell’incontro tra le Regioni e il Governo in materia, svoltasi lo scorso venerdì a Roma.

“Mercoledì 28 a Roma incontrerò gli Assessori regionali alle politiche sociali proprio su questi temi – annuncia Valdegamberi – per formalizzare il parere che poi andrà alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e giovedì sarà discussa in sede di Conferenza Unificata”.

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Non autosufficienza: nuove risorse dalla Regione

Posted by Luigi Scarpis su 4 agosto 2009

La Regione Veneto risponde agli appelli delle famiglie.

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Non autosufficienza. Il Consiglio regionale ha incrementato il fondo di 8,2 milioni di euro con l a legge di assestamento di bilancio

valdegamberi“Il Consiglio regionale ha accolto l’emendamento con il quale sono stati aggiunti otto milioni di euro al fondo regionale per la non autosufficienza”. Al termine delle procedure di approvazione della legge regionale di assestamento di bilancio per il 2009 – avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri – ne dà notizia l’assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi che esprime “soddisfazione per l’approvazione di questa importante disposizione all’interno della legge regionale di assestamento del bilancio regionale del 2009. Scopo dell’integrazione sarà quello di riconoscere i costi delle cure sanitarie presso le case di riposo a persone che attualmente sono ricoverate presso le RSA del Veneto e che sostengono direttamente anche il costo socio-sanitario, pur superando la soglia dei 60 punti SVAMA previ sti per l’accesso ai centri di servizio per persone non autosufficienti”.

“E’ un provvedimento che nasce dalla volontà di tener conto di tantissime istanze provenienti dal territorio -spiega ancora Valdegamberi – che in questo momento di crisi economica riguardano tante famiglie venete che devono far fronte alle necessità di cura di un familiare non autosufficiente. A larga maggioranza il Consiglio regionale ha votato una risposta concreta, per la quale la Giunta si attiverà quanto prima per le procedure di individuazione dei beneficiari ed erogazione del contributo”.

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Rette Rsa: le associazioni contro la Regione

Posted by Luigi Scarpis su 25 giugno 2009

LOMBARDIA: PROPOSTA DI LEGGE, REGIONE FINANZI RETTE RICOVERI ANZIANI E DISABILI

imagesMilano, 24 giu. – Una retta mensile di 1.500 euro e anche piu’. E’ la spesa che in Lombardia devono sobbarcarsi le famiglie di anziani e disabili gravi per garantire ai loro cari l’assistenza in strutture dedicate (Rsa, Rsd, Css). Succede quando il paziente non ha un reddito, oppure percepisce una pensione minima, insufficiente a coprire l’importo della retta. La quota scoperta finisce per pesare sulle tasche dei parenti perche’, nonostante la legge preveda che siano i Comuni a occuparsene, questi ultimi non ce la fanno a coprire le spese.

“Per evitare che le famiglie restino schiacciate economicamente dal gravoso impegno mensile”, un gruppo di associazioni, guidato da Medicina democratica e Senza limiti, ha deciso di chiamare in causa la Regione Lombardia, facendosi promotore di una proposta di legge regionale di iniziativa comunale, presentata oggi a Milano. Obiettivo: far si’ che il Pirellone destini parte del Fondo regionale per la non autosufficienza alla copertura delle rette a carico dei parenti di anziani e disabili, attraverso l’erogazione di contribuiti ai Comuni lombardi. Il testo della proposta di legge ha gia’ ricevuto l’approvazione di una decina di Consigli comunali. Nelle ‘truppe cammellate’ delle amministrazioni locali 4 comuni del Lodigiano (Brembio, Borghetto Lodigiano, Castiglione D’Adda, Lodi Vecchio), altrettanti della provincia di Crema (Castelleone, Romanengo, Spino D’Adda, Vaiano Cremasco), Zanica in provincia di Bergamo e Bresso per il Milanese.

“Lo statuto regionale prevede che Leggi il seguito di questo post »

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Disabili e rette nelle residenze assistenziali

Posted by Luigi Scarpis su 16 giugno 2009

VOLANTINO ASSEMBLEA GENITORI A MONTEBELLUNA

Lettera aperta  ai Sindaci

Famiglie colpite una, due, tre volte…

images dis

La nascita di una persona con disabilità mette alla dura prova la famiglia, quel soggetto che è alla base del nostro modello di società, riferimento fondamentale dell’attività di ogni orientamento politico, della Chiesa, della società stessa.

Eppure, quando nasce una persona con disabilità la famiglia molto spesso si trova isolata, sola ad affrontare enormi difficoltà che mettono in crisi la sua stessa identità: il dramma iniziale che distrugge ogni sogno, ogni aspettativa, ogni progetto di vita; il percorso riabilitativo peregrinando da uno specialista all’altro; la perdita degli amici che spesso spariscono; la vita sociale annullata; la scuola impreparata ad accoglierli; le difficoltà dell’inserimento sociale.

Il dramma più grande: il dopo di noi. Una lotta quotidiana, non per vivere, ma per sopravvivere. Una lotta per far rispettare ogni più piccolo diritto. Diritti che servono per dare a queste persone e alle loro famiglie una vita decorosa. Nessuna ambizione, nessun traguardo particolare da raggiungere, solamente una vita almeno degna di vivere. Le nostre famiglie, le famiglie del nostro territorio, del mitico Nord Est, quelle della porta accanto, soprattutto quelle più anziane, più fragili, devono affrontare l’ultimo dramma.

Quando non ce la fanno più e si trovano senza energie, spossate dalla fatica quotidiana che richiede un figlio con disabilità, sono costrette, con lo strazio nel cuore, a lasciare i propri figli nei centri residenziali. E si trovano ad affrontare l’ennesimo dramma, l’ennesima beffa, il solito diritto violato.

Esiste una legge dello Stato, la 328/2000, che, nello spirito di solidarietà che contraddistingue una società che si vorrebbe definire “civile”, stabilisce che l’accoglienza nelle residenze assistite sia a carico della collettività come per l’istruzione, per la sanità, per la previdenza ecc. In questo caso è prevista la compartecipazione alla spesa in base al reddito del solo soggetto disabile.

Una legge applicata in Italia, o meglio, disapplicata, a seconda della sensibilità del soggetto politico del luogo. Ogni Comune impone arbitrariamente le proprie norme sapendo di avere di fronte soggetti deboli. Anche il nostro territorio purtroppo non sfugge alla regola: dipende dalla fortuna di dove si vive.

Comuni che a fronte di ricoveri di soggetti disabili nei centri residenziali, calcolano la quota di retta a carico dell’utente non solo sulla base del suo reddito personale come prevede la normativa, ma anche sul reddito dei suoi familiari a cui viene richiesto la compartecipazione alla spesa. Una prassi che mette in ginocchio famiglie intere decurtando pesantemente i loro bilanci famigliari.

Famiglie che, impossibilitate ad affrontare questa spesa, sono costrette a rinchiudersi in casa con i propri figli e a scomparire dalla società.

Fino al prossimo fatto di cronaca.

Le famiglie vessate, oltre che dalla vita, anche dalle istituzioni, si stanno mobilitando in tutta Italia e affidano ai Tribunali Amministrativi i loro diritti (Tar Sicilia; Tar Lombardia; Tar Toscana; Tribunale di Lucca; Giudice di Pace di Bologna; fino al Consiglio di Stato contro il Comune di Firenze). Obbligate a ricorrere ai giudici per il semplice rispetto di una norma di legge. Nella totalità dei ricorsi i giudici non hanno esitato a ripristinare l’applicazione corretta delle norme.

Certamente ora le Amministrazioni soccombenti potranno accanirsi contro queste famiglie, infierire contro i disabili. Ne risponderanno sicuramente alla loro coscienza.

Anche le famiglie e le associazioni del nostro territorio si sono attivate per chiedere il rispetto dei diritti dei loro cari.

CHIEDIAMO 

Alla Conferenza dei Sindaci, l’apertura di un tavolo di lavoro con i rappresentanti dei genitori presenti nella Consulta per l’Handicap, per affrontare immediatamente questo problema e trovare insieme alle famiglie delle soluzioni condivise in base alla vigente normativa; 

L’intervento dei Sindaci e degli Assessori competenti e ci affidiamo alla loro sensibilità sociale affinché evitino alle famiglie questo penoso, ma inevitabile, scontro tra cittadini e propri rappresentanti; 

L’intervento dei nostri Rappresentati regionali, di qualsiasi colore politico, affinché non ci abbandonino e sia applicata in modo uniforme in tutto il territorio regionale la normativa nazionale e non ci siano più persone con disabilità di serie A e di serie B;

La solidarietà di tutti i nostri Cittadini, affinché siano vicini alle nostre famiglie.

Firmato

Le associazioni del territorio

Ass. Amici per l’Integrazione – Montebelluna., Ass. FARCELA – Castelfranco, Cooperativa ALI – Valdobbiadene, Do.Re.Mi – Montebelluna, Ass. Margherita – San Zenone degli Ezzelini Ass. Genitori del Montello “il Gruppo & e la Tribù”- Giavera del Montello

Il comitato delle famiglie Consulta Handicap Asl n.8

Buso Udino – Vidor

Scarpis Luigi – Pederobba

Olivotto Lino – Nervesa

Boldrin Gianni -Castelfranco

Morello Luciano -Volpago

Comarin Luigi – Riese Pio X

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