Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Archive for the ‘Scuola’ Category

Quella Sentenza dovrà essere applicata da tutti i TAR

Posted by Luigi Scarpis su 21 maggio 2010

Superando.it del 22-03-2010

Quella Sentenza dovrà essere applicata da tutti i TAR

Si tratta della Sentenza n. 80 del 26 febbraio scorso, pronunciata dalla Corte Costituzionale, di cui ci eravamo già ampiamente occupati, ritenendola un vero e proprio punto fermo sul rispetto del diritto all’istruzione delle persone con disabilità. Il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, essa varrà come legge e dovrà essere applicata da tutti i Tribunali Amministrativi Regionali, compreso quello della Basilicata, del quale nei giorni scorsi due genitori avevano segnalato in Superando un provvedimento contrario al ripristino delle ore di sostegno assegnate

Qualche giorno fa, raccontando la loro vicenda di genitori di un’alunna con disabilità che si erano visti bocciare dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Basilicata il loro ricorso contro un drastico taglio delle ore di sostegno, Aurora e Tommaso Bellanova avevano scritto nel nostro sito: «Nel mese di gennaio scorso, il TAR della Basilicata si è pronunciato sul nostro ricorso, rigettando la richiesta di ripristino delle ore perse. Le nostre motivazioni sono state liquidate con poche righe nelle quali – con assoluta sufficienza – si specifica che le attuali ore di sostegno garantiscono l’assistenza di un insegnante alla bambina. Il 1° febbraio successivo, poi, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello di una famiglia lucana su un ricorso simile al nostro che il TAR della Basilicata aveva rigettato. Inoltre, la Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 80, depositata il 26 febbraio scorso, ha dichiarato illegittimi i commi 413 e 414 dell’articolo 2 della citata Legge 244/07, ripristinando di fatto lo stato precedente alla Finanziaria per il 2008» (il testo integrale è disponibile cliccando qui, N.d.R.].
Sulla questione riceviamo oggi, e ben volentieri pubblichiamo, la seguente nota di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che ribadisce un concetto già espresso su queste pagine, ovvero che una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale, l’importante Sentenza n. 80/10 della Corte Costituzionale varrà come legge e dovrà essere applicata da tutti i Tribunali Amministrativi Regionali.
Rispetto a quella stessa Sentenza – che riteniamo abbia realmente segnato un punto fermo sul rispetto del diritto all’istruzione delle persone con disabilità – suggeriamo la lettura degli approfondimenti da noi recentemente pubblicati, a cura di Francesco Marcellino e dello stesso Salvatore Nocera (li si legga cliccando qui e qui).

A proposito del caso della Basilicata, denunciato in Superando da Aurora e Tommaso Bellanova, mi permetto interferire come segue.
Dal momento che i genitori hanno saputo che in un caso analogo il Consiglio di Stato aveva sospeso l’Ordinanza del TAR della Basilicata che negava le ore aggiuntive di sostegno, ritengo che essi avrebbero dovuto interporre appello in Consiglio di Stato, sicuri, a quel punto, di ottenere una risposta positiva. Ora, però, i termini per quell’appello sono scaduti.
Quanto poi alla Sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010, essa non è stata ancora pubblicata e solo dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale varrà come legge e dovrà quindi essere applicata da tutti i TAR, compreso quello della Basilicata.
Appena ciò avverrà – ovvero la pubblicazione della citata Sentenza in Gazzetta Ufficiale – i genitori potranno ripresentare l’istanza sospensiva e, con motivo aggiunto, chiedere anche il risarcimento dei danni non patrimoniali.

Salvatore Nocera
Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

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Perché ritornano le scuole speciali

Posted by Luigi Scarpis su 21 maggio 2010

Il Corriere della Sera del 18-04-2010

Perché ritornano le scuole specialiL’integrazione scolastica degli alunni con disabilità scricchiola?

di Franco Bomprezzi

I genitori cominciano a pensare che sia meglio una scuola specializzata piuttosto che l’inserimento solo sulla carta, senza servizi adeguati, nelle scuole normali? Il campanello d’allarme sta suonando da qualche tempo, e una serie di interventi nel forum «Ditelo a noi», nel canale Disabilità di corriere.it, ha rivelato come, sia pure a malincuore, alcuni genitori — stanchi di combattere contro i mulini a vento, in una scuola pubblica spesso in crisi di identità, di personale e di strutture — cerchino per i propri figli con disabilità grave una soluzione di ripiego, che si presenta però sotto forma accattivante di specializzazione, competenza, presa in carico personalizzata.

Le cosiddette «scuole speciali», che non sono più previste dalla nostra legislazione, stanno dunque riaffacciandosi: non sono mai del tutto scomparse, e vivono in quest’ultimo periodo una nuova e imprevista popolarità. Un fenomeno non particolarmente esteso dal punto di vista numerico, si parla di qualche migliaia di alunni, ma quanto basta a mettere in discussione uno dei pilastri della legislazione scolastica italiana, una legge che risale al 4 agosto 1977, la n. 517, che per la prima volta sanciva “«orme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicaps con la prestazione di insegnanti specializzati». Sono trascorsi 33 anni, e l’Italia è divenuta un modello di integrazione apprezzato in tutto il mondo. Un modello che ha profondamente modificato la scuola nel suo complesso, migliorando fortemente la socializzazione dei ragazzi disabili, e, di converso, l’accettazione delle diversità (i compagni di classe diventano quasi sempre amici degli studenti con disabilità). Anche l’insegnamento ne ha tratto giovamento, per riconoscimento ampio e non contestabile.

Una scuola a misura di handicap è una scuola migliore, capace di ascoltare, di mettersi in discussione, di valorizzare le capacità dei migliori senza perdere di vista le difficoltà di apprendimento di chi è più fragile. Ma la stanchezza di questo modello è evidente, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che ribadisce il diritto a una integrazione in classi non sovraffollate. Ma non è giusto che la responsabilità della scelta ricada solo sui genitori, nel silenzio delle istituzioni scolastiche, nel vuoto di un dibattito culturale, che sembra inaridito. Un’ultima notazione, personale: sono nato con una grave disabilità fisica, e senza l’inserimento nella scuola pubblica, in tempi nei quali ancora le leggi non esistevano, la mia vita avrebbe preso tutt’altra direzione e non sarei riuscito a raggiungere nessuno degli obiettivi «normali» che invece non mi sono mai stati preclusi. Mi dispiacerebbe vedere l’Italia tornare indietro. Non è giusto.

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Consiglio di Stato e sostegno…e schizofrenia….

Posted by Luigi Scarpis su 16 maggio 2010

bah…..schizofrenia di Stato…uno fa, uno disfa, uno rifà e uno ridisfa…e in mezzo alle ganasce sempre i soliti….

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Virgilio Notizie del 26-04-2010

Scuola/ Disabile ha diritto a sostegno ma non per tutto l’orario

Consiglio Stato: Mancanza fondi può giustificare riduzione ore

ROMA – Gli alunni disabili hanno sempre diritto all’insegnante di sostegno ma non per tutto l’orario scolastico. Infatti, la mancanza di fondi può giustificare una riduzione delle ore anche in caso di gravi portatori di handicap.
Lo ha stabilito, con una sentenza che farà discutere, il Consiglio di stato che, con la decisione 2231 del 21 aprile 2010, ha accolto solo in parte il ricorso dei genitori di un minore affetto da grave ritardo, per il quale era necessario un sostegno a tempo pieno. Il giudice ha infatti deciso che, pur essendo troppo poche le 16 ore settimanali stabilite inizialmente per il ragazzo, e pur potendo l’istituto agire in deroga alla legge 244/2007 (che stabilisce la presenza dell’insegnante di sostegno in proporzione al numero totale di alunni nell’edificio scolastico e non alla gravità dell’handicap del singolo allievo, ndr.), l’orario di supporto dovrà essere ripamarametrato, ma tenendo conto della mancanza di fondi, per cui, a nessun ragazzo della scuola, a prescindere dalla gravità del proprio disagio mentale, potrà essere garantito il sostegno per l’intera frequenza.

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Il Tar boccia la scuola «Curtatone»

Posted by Luigi Scarpis su 16 maggio 2010

Per gli studenti con disabilità l’odissea continua: lo Stato contro lo Stato per difendere i loro diritti….ci sarebbe da ridere se non fosse da piangere…

——————————————————————————————————————————–La Nazione del 30-04-2010

Sostegno ridotto a bimba autistica. Il Tar boccia la scuola «Curtatone»
PONTEDERA – Il Tar dà ragione ai genitori: la scuola può assumere personale in deroga ai limiti stabiliti dalla legge, perché quella norma è stata dichiarata incostituzionale, e garantire così il sostegno agli alunni portatori di handicap. Il ricorso in questione era stato presentato da una coppia di Pontedera, genitori di un’alunna iscritta all’istituto comprensivo Curtatone e Montanara. I genitori, difesi dall’avvocato Michela Trivellato, avevano impugnato il provvedimento della scuola, difesa dall’Avvocatura dello Stato, con il quale era stato ridotto l’orario di sostegno a 15 ore per l’anno scolastico 2009/2010. Secondo loro la bambina ha diritto all’insegnante di sostegno per tutta la durata della sua permanenza in classe e comunque per più di 15 ore: a tal proposito hanno chiesto non solo l’annullamento del provvedimento di riduzione dell’orario, ma anche un risarcimento. La Prima sezione del Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento, ma senza riconoscere il risarcimento del danno. Secondo i giudici di Firenze, l’amministrazione aveva applicato correttamente l’articolo della Finanziaria 2008 che disponeva dei tagli e quindi incideva sul monte ore complessivo del sostegno a disposizione degli alunni. Lo scorso febbraio, però, la norma in questione è stata dichiarata incostituzionale permettendo agli istituti di assumere in deroga ai limiti in caso di sostegno per i portatori di grave disabilità. Dai giudici stoccate anche all’Avvocatura: nella sentenza si legge che «va sconfessato» quanto da essa sostenuto, e va invece riconosciuto che il sostegno migliora la funzionalità educativa dell’intera classe e che l’attività dell’insegnante di sostegno non può «essere minimamente compensata dalle figure ausiliarie che eventualmente affiancano l’alunno e che sono destinate a limitate funzioni di assistenza come l’accompagnamento alla toilette, senza poter garantire alcun ausilio didattico paragonabile». L’amministrazione dovrà dunque procedere a una nuova assegnazione delle ore di sostegno in base alle esigenze del minore o giustificare il mancato ricorso alla possibilità di deroga.

Luca Boldrini

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Il Tar:”I vincoli di bilancio non bastano per ridurre i prof di sostegno ai disabili”

Posted by Luigi Scarpis su 15 maggio 2010

La Repubblica del 04-05-2010

FIRENZE. Il Tar della Toscana ha riconosciuto il diritto di otto allievi disabili delle scuole di Carrara e provincia di disporre di insegnanti di sostegno in ragione delle loro necessità e non in base ai vincoli di bilancio. La Finanziaria 2008 aveva determinato una progressiva restrizione del personale destinato al sostegno, incidendo sul monte ore complessivo a disposizione degli istituti, ma il 26 febbraio scorso questa norma è stata dichiarata incostituzionale, «in ragione del fatto – si legge nella sentenza del Tar – che il potere discrezionale del legislatore non ha carattere assoluto, ma trova un limite nel rispetto di un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati». Grazie alla sentenza della Consulta, ora le scuole potranno assumere insegnanti di sostegno in deroga ai vincoli di bilancio.

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Trasporto scolastico

Posted by Luigi Scarpis su 15 maggio 2010

L’Eco di Bergamo del 14-05-2010

Studenti disabili. Per il trasporto fondi in arrivo L’intesa tra la Provincia e gli Ambiti territoriali Via Tasso offre il supporto organizzativo BERGAMO. La Provincia di Bergamo ha aperto il gioco per risolvere l’annoso problema del rimbalzo di competenze Provincia-Comuni per la copertura finanziaria del servizio di trasporto degli alunni disabili della scuola superiore. Il primo risultato, ottenuto in Regione dall’Unione delle Province, è un finanziamento di 5 milioni di euro, dei quali 536.800 a Bergamo, che andrà ripartito fra i Comuni che hanno provveduto al servizio di trasporto per l’anno scolastico 2009-2010. La suddivisione dei fondi avverrà a partire da un protocollo di intesa, firmato ieri mattina in sala Viterbi dal presidente della Provincia Ettore Pirovano, dal presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci Leonio Callioni e dai 14 presidenti delle assemblee dei sindaci degli Ambiti territoriali. Spetterà infatti agli Ambiti ricevere e vagliare le domande di finanziamento dei Comuni. Pirovano ha chiesto un occhio di riguardo per i piccoli, in particolare per i Comuni di montagna. La graduatoria sarà approvata con una delibera di Giunta e gli importi saranno a disposizione dei Comuni vincitori entro ferragosto, mentre le domande dovranno pervenire entro il 30 giugno. È un inizio di partita, che sarà accompagnato da una lettera dell’Unione delle Province lombarde a Regione Lombardia per chiedere la risoluzione definitiva del tema trasporti, ma anche di quello degli assistenti educatori degli alunni disabili delle scuole superiori. Il presidente della Provincia di Bergamo, che ha lavorato per costruire la cordata delle province, spera che per il prossimo anno scolastico, 2010-2011 la situazione si possa chiarire. Accanto al tavolo politico se ne aprirà uno tecnico, perché la questione del «supporto organizzativo» copre un mare di situazioni molto diverse. Il tavolo tecnico monitorerà anche i costi, perché non esite finora un preciso calcolo di quanto denaro si spenda. Occorre quindi che la Regione non solo stabilisca di chi è la competenza (Comuni o Province) del contributo, ma che in tutti i casi provveda all’erogazione dei finanziamenti necessari e stabilisca i criteri che regolano il diritto di accesso ai servizi. Un’altra lettera è stata indirizzata alla Regione da parte degli Ambiti, dopo il taglio dei trasferimenti del Fondo sociale, a sintesi delle «istanze dei sindaci dei 244 Comuni» bergamaschi. Dopo la protesta del Consiglio di rappresentanza dei sindaci, la lettera degli Ambiti spiega l’insostenibilità della situazione finanziaria, l’incertezza delle risorse, l’impossibilità di programmare un minimo di servizi sociali. La lettera, primo firmatario il presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci Leonio Callioni, conclude sottolineando «la necessità di reintegrare le risorse del Fondo nazionale delle politiche sociali a disposizione della Regione Lombardia decurtate con le delibera di Gunta del 10 febbraio». La Provincia ha tra l’altro destinato in bilancio un milione di euro alle famiglie in difficoltà. Lo ha confermato proprio ieri il presidente Ettore Pirovano, specificando anche che non vi saranno tagli al settore sociale. Susanna Pesenti

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Sentenza

Posted by Luigi Scarpis su 15 maggio 2010

Non solo Pinocchio a scuola con i Carabinieri. Ora saranno gli insegnanti di sostegno  a dover essere accompagnati.

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Tagli alla scuola. La sentenza n°80 della Corte Cost. sancisce l’illegittimità delle riduzioni al personale degli insegnanti di sostegno

Questa mattina conferenza dell’Osservatorio Scuola, del Cip e del sindacato Sfida: «Chiediamo che i dirigenti scolastici applichino scrupolosamente la sentenza per un corretto adeguamento dell’organico di fatto». Liliana Modica: «I ragazzi affetti da disabilità devono avere adeguata assistenza»

L’emorragia scolastica causata dai tagli previsti dalla legge 133/08 Tremonti-Gelmini ha ulteriormente aggravato una situazione già di per sé “precaria” soprattutto in Sicilia, ed in particolare nel territorio di Messina e provincia, dove finora sono stati persi 767 posti tra insegnati e personale Ata. A poter “mitigare” gli effetti delle disposizioni legislative interviene però la sentenza n° 80 della Corte Costituzionale dello scorso 26 febbraio, che ha sancito “l’illegittimità costituzionale dell’art 2 comma 413 della legge 244/2007 (legge finanziaria) nella parte in cui fissa un limite massimo al numero dei posti legali degli insegnanti di sostegno e dell’art 2 comma 414 nella parte in cui esclude la possibilità, già contemplata di assumere insegnanti di sostengo in deroga, in presenza di studenti con disabilità grave”.

Due importanti novità di cui si è discusso questa mattina nel corso della 0 conferenza stampa svoltasi presso la saletta commissioni della provincia ed indetta dalla presidente dell’Osservatorio scuola Liliana Modica, a cui hanno preso parte anche Maria Vitale del Leggi il seguito di questo post »

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Il Consiglio di Stato: più sostegno agli alunni con gravi disabilità

Posted by Luigi Scarpis su 13 maggio 2010

TAR, Corte Costituzionale, Consiglio di Stato….tutti i più alti organi di giustizia dello Stato accolgono le istanze degli studenti con disabilità.   All’infuori dello…Stato.

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http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Scuola_e_Formazione/Il_punto/info1929680841.html

Più chiaro il meccanismo per l’applicazione delle ore di sostegno. Il Consiglio di Stato, applicando una sentenza della Corte Costituzionale e in caso di alunni con grave disabilità, è favorevole alla concessione di un numero maggiore di ore rispetto alla media nazionale

di Salvatore Nocera

ROMA – Una buona notizia per i genitori di quegli alunni con gravi disabilità che hanno bisogno di più ore di sostegno a scuola. Il Consiglio di Stato, infatti, con la sentenza (n. 2231 del 23 marzo 2010), ha applicato la sentenza della Corte Costituzionale (n.80 del 2010), precisando le modalità di assegnazione delle ore di sostegno. L’interpretazione è stata giudicata da alcuni restrittiva, poiché stabilisce che il massimo delle ore di sostegno non debba essere assegnato in tutti i casi di disabilità grave di uno studente. A mio avviso, invece, la sentenza della Corte Costituzionale era stata interpretata frettolosamente in modo troppo estensivo. Per chiarirci meglio le idee sarà bene partire dalla causa che ha dato origine alla decisione.

Una causa per ottenere più ore di sostegno settimanali
Nel 2009 una coppia di genitori vede assegnare al figlio con grave disabilità, che frequenta la scuola superiore, sedici ore di sostegno settimanali. La coppia ricorre al Tar per ottenerne invece trentatrè settimanali, pari al totale delle ore di frequenza del figlio. Il Tar Leggi il seguito di questo post »

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«Costretti a ritirare i figli dalla scuola»

Posted by Luigi Scarpis su 13 maggio 2010

Gli insegnanti, questi insegnanti, gli insegnanti di Michela e Giacomo, difendono il loro diritto alla libertà di insegnamento. Sacrosanto.

E quelli degli studenti e della famiglia???  Dettagli….

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Press-IN anno II / n. 1196

Messaggero Veneto del 12-05-2010

«Costretti a ritirare i figli dalla scuola»

La protesta dei genitori di due ragazzi affetti da sindrome di Down che frequentavano la terza classe del Liceo scientifico “Duca degli Abruzzi”.
La denuncia: abolito il metodo di sostegno seguito sin dalle elementari, si sono trovati con disagi enormi

GORIZIA. Frequentavano la terza classe del liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” fino a marzo, prima della decisione di ritirarsi dalle lezioni. Protagonisti della vicenda due ragazzi isontini di 17 anni, affetti dalla sindrome di Down: «Concluso con la media del 7 il primo biennio, i nuovi insegnanti di sostegno hanno deciso, appellandosi al diritto della libertà d’insegnamento, di sconfessare le modalità adottate fino a quel momento – spiega uno dei genitori coinvolti –. La scuola, che ha avallato la scelta dei docenti giudicando la tecnica d’insegnamento non scientifica, non ha voluto sentire le nostre ragioni».
Michela e Giacomo (i nomi sono di fantasia) iniziano fin da piccolissimi il normale iter di studi: fin dalle elementari, gli insegnanti di sostegno applicano la tecnica della comunicazione facilitata. Dopo un biennio di risultati confortanti ottenuti con questa tecnica, all’inizio dell’anno scolastico in corso qualcosa pare mutare: «In barba alle più elementari logiche della continuità didattica, per il terzo anno consecutivo i nostri ragazzi in settembre hanno trovato due nuovi insegnanti di sostegno, uno abilitato all’insegnamento delle materie umanistiche e uno deputato a svolgere le lezioni delle discipline scientifiche. Ma, soprattutto, è cambiato il rapporto con i professori: Leggi il seguito di questo post »

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Le scuole private “scaricano” i disabili

Posted by Luigi Scarpis su 28 febbraio 2010

25 febbraio 2010

http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=33550

ROMA – “Signora, ma perchè non iscrive suo figlio in una scuola statale? Lì sono organizzati meglio. Noi i ragazzi disabili non li prendiamo, non sapremmo come gestirli, non abbiamo insegnanti di sostegno”. Iscrivere un bambino alla scuola paritaria può diventare un percorso a ostacoli per un padre o una madre se quel figlio ha una disabilità.

Non bastano le difficoltà quotidiane e il pensiero assillante di quel giorno in cui mamma e papà non ci saranno più. Ci si mettono pure le discriminazioni in ambito scolastico. Eppure la legge sulla parità del 2000 prevede che le scuole che ottengono il sì del ministero debbano accogliere tutti, disabili compresi. Tanto che ogni anno vengono stanziati dei fondi per il sostegno. Il concetto lo ha ribadito anche il tribunale di Roma nel 2002 e nel 2008 il ministro Mariastella Gelmini ha rincarato la dose con un decreto in cui si dice che si ottiene la parità solo se si rispettano le norme di inserimento degli alunni disabili.

Fin qui la legge, ma nella realtà regna il fai-da-te. Una giungla in cui la Dire ha deciso di avventurarsi. Telefono alla mano, abbiamo contattato numerose scuole private paritarie, scoprendo che molte volte il bambino disabile riceve un “no”. Ma anche quando scatta il “si'” arrivano i problemi sul sostegno. E su questo punto la confusione è totale. C’è chi dice “noi non ci attiviamo neanche per averlo”, scaricando la colpa sul ministero “che non garantisce i rimborsi, che stanzia pochi fondi”, chi chiede rette aggiuntive per pagare l’insegnante in più, chi contributi parziali.

Qualche esempio. Chiamiamo un noto istituto privato romano, di quelli che pubblicizzano la loro attivita’ a forza di maxi cartelloni. Ci risponde una cortese segretaria a cui chiediamo di iscrivere alla prima elementare un bimbo affetto dalla sindrome di down. “Non credo ci siano problemi- risponde la donna in un primo momento- chiedo alla direttrice”. Poi il verdetto cambia: “Non abbiamo l’insegnante di sostegno in questo momento. Può provare nelle scuole statatali dove il sostegno c’è sempre. Le iscrizioni sono ancora aperte”.

Il no è condito da un “mi dispiace” che si ripete ad ogni diniego, con, appunto, il consiglio di mandarli alla statale, i bambini con disabilità, perchè li’, si sa, sono “più organizzati”. Di fatto, uno scarica barile. Che penalizza le scuole pubbliche e, soprattutto, le famiglie, che non hanno libertà di scelta su dove far studiare i figli. Cambiamo ciclo scolastico, ci riproviamo con le superiori. Di nuovo scegliamo un istituto paritario romano dei più pubblicizzati.

Anche qui scatta il no al ragazzo down: “Non sappiamo come gestirli- risponde un uomo al centralino- non abbiamo l’obbligo di prenderli, non ricadiamo nella legge della scuola pubblica. Non prendiamo ragazzi con disabilita’”. Il problema è il sostegno? Domandiamo. “No, è che non li prendiamo proprio perchè ci si viene a creare un problema. La cosa migliore, signora, è la statale, che è più organizzata di noi”. Ci risiamo.

In un istituto cattolico gestito da una grande fondazione (la struttura è a Roma e ha laboratori, centri sportivi, teatro, piscina) si aprono le porte per il nostro bambino che deve andare in prima, ma, ci dicono dalla segreteria, “noi siamo una scuola paritaria e vi dovete prendere l’onere del sostegno. In attesa che il ministero vi riconosca le ore e vi rimborsi, ma chissà quando avverra’”. Scoraggiarsi è d’obbligo.

In un’altra scuola cattolica blasonata della Capitale ci dicono che “non c’è un sì o un no a priori, certo poi bisogna vedere se si concretizzerà l’iscrizione”. Ci lasciano nel dubbio. Istituto di suore a Milano: il sostegno non c’è, il bambino non trova spazio. “Il fatto- ci dicono- è che il ministero paga solo un ‘quid’…”. Colpa di viale Trastevere, insomma, se un bambino non può scegliere la scuola che vuole.

In un istituto di Verona ci dicono che anticipano loro la “retta integrativa per la disabilita’”. Poi la famiglia chiederà un sostegno alla Regione che andrà girato all’istituto. “E se non ce lo danno?”. “Non è mai capitato, ma certo il rimborso si potrebbe fare in molte rate”. Si parla, infatti, dello stipendio di un docente per un anno. E anche al Sud la musica non cambia: a Palermo ci invitano a portare il nostro bimbo alla statale, “da insegnante- ci dice una operatrice- le dico che è meglio”.

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