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Alunni con disabilità e livelli essenziali d’istruzione: modalità d’uso

Posted by Luigi Scarpis su 26 settembre 2009

Alunni con disabilità e livelli essenziali d’istruzione: modalità d’uso

(di Francesco Marcellino*)

da Superando.it

I livelli essenziali di istruzione nel nostro Paese e i diritti realmente esigibili: proviamo a capire cosa possono fare da una parte dirigenti scolastici e insegnanti, dall’altra i genitori degli alunni con disabilità, in questo caldo inizio dell’anno scolastico 2009-2010, contraddistinto da tanta preoccupazione, soprattutto per i numerosi casi di riduzione delle ore di sostegno, per la riduzione o la mancanza dell’assistenza di base e di quella specialistica e anche per i problemi legati alla formazione delle classi Nel mese di giugno scorso, ho realizzato un contributo pubblicato da questa testata (Insegnanti di sostegno «in deroga». le norme e le questioni costituzionali: lo si legga cliccando qui), che analizzava la normativa sull’assegnazione degli insegnanti di sostegno agli alunni con disabilità e i non pochi risvolti costituzionali sull’argomento. Analisi che – e di questo colgo occasione pubblica per ringraziare tutti – ha trovato consensi e confronti con molti operatori (e non) del settore. Analisi che, tra l’altro, temeva l’ondata di un “terribile settembre” per molti familiari di alunni con disabilità. Purtroppo, quello che già si paventava prima dell’estate e che poteva affermarsi dalla lettura (approfondita) delle Ordinanze Ministeriali, adesso, a settembre, ha portato gli insegnanti per le strade e molta fibrillazione, preoccupazione e rabbia tra i genitori dei bambini con disabilità. Bene, anzi, male, malissimo. Con questo contributo, invece, intendo analizzare tre punti fermi:

1) I livelli essenziali di istruzione nel nostro Paese e il rispetto del diritto (esigibile: cioè, purtroppo, da esigere) degli alunni con disabilità all’educazione e all’istruzione.

2) Cosa possono fare i dirigenti scolastici e gli insegnanti degli istituti (per certi versi vittime anche loro), in caso di irragionevole riduzione degli organici e/o delle ore di insegnamento di sostegno.

3) Cosa possono/devono fare i genitori degli alunni con disabilità in ipotesi di irragionevole (meglio: illegittima) riduzione di ore dell’insegnamento di sostegno. Ma cerchiamo di procedere con ordine. Leggi il seguito di questo post »

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Educatore: il diritto alla continuità parte da Trieste

Posted by Luigi Scarpis su 20 giugno 2009

Il bambino autistico ha bisogno di un educatore in pianta stabile

LA STORIA. Una mamma ha vinto il ricorso presentato al Consiglio di Stato contro l’amministrazione comunale
Al ragazzo va riconosciuto il diritto alla continuità didattico-educativa

querciaTRIESTE. Ai giovani affetti da disabilità va garantito il diritto alla continuità educativo-didattica nel loro percorso scolastico e di apprendimento. Non solo in termini di programma, ma anche di nomina individuale di chi li assiste, assicurando «la presenza stabile di un educatore che segua costantemente l’alunno disabile nel processo di integrazione». Questo principio è stato sancito dal Consiglio di Stato, con la sentenza 3104 del 2009: i giudici hanno infatti accolto il ricorso presentato in appello dai genitori di un bambino triestino, affetto da una grave forma di autismo. In primo grado, il Tar aveva respinto il loro ricorso contro Sovrintendenza regionale scolastica, Ministero dell’Istruzione e Comune di Trieste. Un atto, quello presentato dai genitori attraverso i loro avvocati Carmine Pullano e Angelo Scarpa, motivato dai «continui cambiamenti degli educatori e degli insegnanti di sostegno incaricati di seguire mio figlio», spiega la madre del giovane, la signora Gabriella Vulici. «Al massimo, una stessa educatrice ci è stata confermata per due anni. Di fronte all’ennesimo cambiamento – continua la donna -, ho deciso di fare richiesta per l’educazione familiare per lo scorso anno scolastico e, subito dopo, di ricorrere». Una volta costruito un rapporto di fiducia tra il bimbo e la figura di assistenza di riferimento, infatti, la sostituzione determina difficoltà e regressioni nell’apprendimento del giovane: queste le motivazioni di fondo che hanno spinto all’azione i genitori. Una visione condivisa dai giudici del Consiglio di Stato nella sentenza: «Non si può fare a meno di rilevare come, nel caso in esame, il continuo cambiamento dell’insegnante di sostegno e dell’educatore abbia compromesso l’omogeneità e la continuità dell’intervento individuale in favore del soggetto disabile».
In base anche a questa considerazione, il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato l’appello, affermando Leggi il seguito di questo post »

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L’Assistente all’autonomia e alla comunicazione: adempimenti e funzioni

Posted by Luigi Scarpis su 16 giugno 2009

“Un bell’articolo sulle funzioni delle educatrici: conoscere,  per far rispettare i propri diritti”



assistenteUn’assistenza specialistica ad personam che dev’essere fornita al singolo studente con disabilità – in aggiunta all’assistente igienico-personale, all’insegnante di sostegno e agli insegnanti curricolari – per sopperire ai problemi di autonomia e/o comunicazione sussistenti nello studente stesso. Si tratta di un aspetto peculiare della garanzia di integrazione – da non confondere mai con l’assistente igienico-personale – che esaminiamo approfonditamente in questa ampia analisi.

Affrontare in generale il tema dell’integrazione scolastica dello studente con disabilità è compito arduo. Lo diviene ancor di più dissertare su un aspetto peculiare della garanzia di integrazione, ovvero, sull’assistenza all’autonomia e alla comunicazione.
Innanzitutto un “avviso ai lettori”: Leggi il seguito di questo post »

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