Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Posts Tagged ‘gita scolastica’

L’inclusione nella scuola?? Impedire ai ragazzi con disabilità di andare in gita con i compagni.

Posted by Luigi Scarpis su 21 febbraio 2010

un vero atto discriminatorio da denunciare senza esitazione:

Legge 1 marzo 2006, n. 67

(Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni

Art. 2.

(Nozione di discriminazione)

1. Il principio di parità di trattamento comporta che non può essere praticata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità.

2. Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga.

3. Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone.

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Press-IN anno II / n. 410

L’Adige del 21-02-2010

Un ragazzo che frequenta le scuole medie a Cognola …

TRENTO. Un ragazzo che frequenta le scuole medie a Cognola con problemi comportamentali, è iperattivo e ipercinetico. La sua classe che ai primi di marzo va in gita per tre giorni in val di Sole. Lo studente che è felicissimo all’idea fino a quando arriva la doccia fredda: per lui niente gita. Troppo per la mamma di questo ragazzino che da anni vive sulla propria pelle la diversità di trattamento subita del piccolo (oggi non più tale) sia da parte di adulti che di coetanei. Il divieto di partecipare alla gita è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che l’ha spinta a non ingoiare il boccone ma a denunciare quella che lei ritiene una discriminazione non tollerabile e accettabile. «Mio figlio, che dal punto di vista cognitivo ha una marcia in più rispetto agli altri tanto che i suoi voti vanno dal distinto all’ottimo, era entusiasta all’idea di andare in gita ma la preside, dopo un colloquio con i genitori, gli assistenti sociali e il maestro di sostegno resosi disponibile a seguirlo, ha posto il suo fermo diniego. Sarebbe stato meglio che da subito ci avessero detto che non poteva partecipare, così non si sarebbe nemmeno illuso. Ora davvero non so come prenderà la notizia», dice la donna. Come detto lo studente è seguito durante tutte le lezioni da un insegnante di sostegno in quanto iperattivo e ipercinetico, ossia vive in uno stato di agitazione motoria quasi permanente. Si tratta di un studente sempre in movimento: sembra dotato di una energia inesauribile che a volte può sfociare anche in aggressività verso i compagni. «Il ragazzo è molto sensibile – spiega un’amica di famiglia in una lettera – e a volte sfocia la sua sofferenza in aggressività, ma solo per il fatto di sentirsi un diverso come molti compagni lo fanno sentire. Figuriamoci se lo fa anche la preside. La speranza era che almeno l’ambiente scolastico fosse più aperto visto che si tratta ancora di scuola dell’obbligo». L’amica prende le difese della famiglia: «Facile puntare il dito sui ragazzi con problemi quando i figli non sono i propri. Cosa deve fare questa mamma? Vedere il proprio figlio isolato da tutto e da tutti. Il ragazzino seguito è giusto che abbia l’opportunità di stare con i suoi compagni, aiutato ma non discriminato». La mamma ovviamente non si rassegna alla decisione della scuola e farebbe di tutto per vedere il figlio partire per la gita insieme al resto della classe. «Mio figlio era contentissimo all’idea di andare in gita e io avevo subito detto che in caso di problemi ero disponibile ad andare a riprenderlo a qualsiasi ora del giorno e della notte. Forse il problema nasce da è una gita fatta ad inizio anno al lago di Santa Colomba nel corso della quale mio figlio non si era comportato molto bene. Ma ora le cose vanno meglio e lo stesso insegnante di sostegno aveva dato la disponibilità a seguirlo come fa giornalmente in classe. E invece no, ancora una volta mio figlio è stato rifiutato. Purtroppo non è la prima volta. È accaduto anche alle scuole elementari che non potesse andare in gita, come anche in parrocchia. Per il fatto che non riusciva a seguire la catechesi non hanno voluto dargli la prima Comunione». È una mamma ferita quella di questo ragazzo. Una mamma che difende con forza il suo «cucciolo». «A scuola partecipa a tante attività, ha ottimi voti e si è integrato, nonostante i suoi problemi comportamentali che nessuno nega. Certo è che se i suoi compagni non si erano accorti dei suoi problemi ora sanno che lui non è come loro. Ma questo non perché lui sia diverso, ma perché sono gli altri a volerlo far sentire tale, a volerlo emarginare».

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Gita scolastica? Paga la scuola

Posted by Luigi Scarpis su 6 gennaio 2010

E’ la scuola a dover pagare la quota di viaggio dell’accompagnatore quando un alunno con disabilita’ partecipa ad una gita scolastica: in caso contrario commette una discriminazione che puo’ essere sanzionata dal giudice.

E’ quanto dichiara Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap, riferendosi alla vicenda della ragazza colpita da atassia di Friedreich alla quale l’istituto ha chiesto di farsi carico dell’intera quota di viaggio dell’assistente di sostegno. La storia e’ raccontata in questi giorni sulla stampa nazionale: Noemi ha 14 anni e frequenta una scuola media di Roma che nel mese di marzo 2010 ha organizzato una gita di quattro giorni a Berlino. Costo per ogni studente: 300 euro. Ma alla madre di Noemi l’istituto ha chiesto di Leggi il seguito di questo post »

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Tribunale Anffas. Colonia estiva vietata a disabile, “è discriminazione”

Posted by Luigi Scarpis su 18 ottobre 2009

La piccola Luisa partecipa al bando del proprio comune per una colonia estiva: domanda respinta perché è previsto solo un accompagnatore ogni dieci ragazzi. Il Tribunale Anffas: ricorso al Tar per annullare il bando e al giudice civile per il risarcimento

Bambina_downMROMA – Come spiegare ad una giovanissima disabile che la sua domanda di partecipazione alla colonia estiva del Comune è stata rifiutata “perché minore con disabilità, necessitante di un’assistenza specifica che farebbe venir meno il rapporto 1:10 tra operatore e partecipanti la colonia”?

Non ci sono parole per un caso che lascia ben poca speranza a diritti quali quelli dell’integrazione sociale, della non discriminazione e dell’uguaglianza tra le persone.

L’odissea di questa famiglia e della piccola Luisa inizia qualche mese fa quando il Comune di residenza emana un avviso pubblico per Leggi il seguito di questo post »

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