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L’inclusione è parte integrante della scuola, ma resta sempre molto da fare

Posted by Luigi Scarpis su 18 luglio 2009

di Lilia Manganaro

Un’approfondita analisi sullo stato attuale dell’inclusione scolastica delle persone con disabilità, senza trascurare il vero e proprio vuoto ancora presente, per queste persone, tra il mondo della scuola e quello del lavoro. A curarla è la responsabile dello Sportello Nazionale ANFFAS per l’Inclusione Scolastica, componente anche dell’Osservatorio Ministeriale per l’Integrazione Scolastica.

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interculturalitààGrazie ai convegni a cui ho partecipato in questi anni in molte Regioni d’Italia, al lavoro di valutazione dei progetti nel Comitato Tecnico-Scientifico della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) per il concorso Le chiavi di Scuola [della terza edizione di quest’ultimo è stato aperto il bando nei giorni scorsi. Se ne legga cliccando qui, N.d.R.], ai contatti telefonici e via e-mail con i nostri Referenti Scuola e con numerosi docenti e genitori, al di là delle cifre presentate dagli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e dall’Osservatorio per l’Integrazione Scolastica del Ministero, credo si possa affermare che l’integrazione/inclusione scolastica degli alunni con disabilità è ormai un dato acquisito nel nostro Paese. Ciò non vuol dire che ovunque si realizzino buone prassi. Se da un lato, infatti, si registrano ottime esperienze di vera inclusione, di vera presa in carico dell’alunno con disabilità da parte di tutte le componenti (Scuola, Enti Locali, ASL), dall’altro, purtroppo, si riscontrano situazioni ghettizzanti e discriminanti.

Oggi la scuola italiana soffre particolarmente per le condizioni dovute alla Riforma Gelmini, caratterizzata dalla filosofia del “taglio indiscriminato” delle risorse, dello spazio-classe, del tempo-scuola.

Vi è molta preoccupazione per le conseguenze, che possono essere classi particolarmente numerose, risposte non sempre adeguate ai bisogni degli alunni e, in particolare, di quelli più deboli o con disabilità. Il ruolo dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), attraverso la creazione del proprio Sportello Nazionale per l’Inclusione Scolastica e della Rete dei Referenti Scuola, ancor più in questo contesto, appare fondamentale. I compiti dello Sportello, infatti, come quelli di vigilare, intervenire, collaborare e, ove necessario, denunciare, oggi appaiono quanto mai irrinunciabili. Come dire, se non ci fosse, bisognerebbe attivarlo.

Come affrontare la scuola dell’infanzia.

A mio parere è importante che i genitori: Leggi il seguito di questo post »

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