Dis.Abilitando

Rappresentanti genitori Consulta Handicap Asl 8 Asolo – Montebelluna

Posts Tagged ‘Tar’

Il Tar ridà i prof ai ragazzi disabili

Posted by Luigi Scarpis su 6 dicembre 2009

05 dicembre 2009

SAN DONÀ DI PIAVE (VE) –

Vittoria al Tar per i ragazzi disabili.

Nei giorni scorsi l’Uildm di Venezia (Unione italiana lotta distrofia muscolare) era ricorsa al Tar per chiedere all’Ufficio scolastico provinciale l’insegnante di sostegno per quattro ragazzi disabili, tre residenti nel Sandonatese e uno a Venezia, tutti con grave disabilità e costretti ad avere l’insegnante di sostegno solo per qualche ora al giorno. Il Tar mercoledì scorso, in sessione urgente con l’Uildm rappresentata dall’avvocato Renato Speranzoni, ha discusso la causa pubblicando ieri mattina la sentenza che obbliga gli istituti scolastici interessati a garantire l’insegnante di sostegno ai ragazzi disabili per tutte le ore della didattica. Senza l’insegnante di sostegno, o comunque con una presenza limitata, i ragazzi non erano in grado di seguire la normale didattica o comunque ci riuscivano solo per le ore di sostengo garantito. «Di fronte alla chiusura del Provveditorato, che per presunti risparmi economici va a intaccare la crescita di questi ragazzi – commenta Gianfranco Bastianello, vicepresidente regionale dell’Uildm – i giudici hanno stabilito la preminenza dell’interesse dei ragazzi. L’integrazione culturale dovrebbe partire dalla scuola, ma se è proprio la scuola che nega questa integrazione se ne esce con le ossa rotte». In questi giorni inoltre all’Uildm sono stati segnalati altri casi simili in provincia: «Tramite il nostro segretariato sociale – conclude Bastianello – siamo a disposizione per continuare queste battaglie di civiltà».

Giuseppe Babbo fonte:

Il Gazzettino – 5 dicembre 2009

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SOSTEGNO: unica alternativa il Giudice

Posted by Luigi Scarpis su 31 ottobre 2009

Press-IN anno I / n. 2706

Superando.it del 26-10-2009

Unica alternativa il Giudice

giudiciSi parla ancora una volta dei problemi ad assicurare la presenza dell’insegnante di sostegno e dei tagli da parte degli Enti Locali all’assistenza educativa scolastica. A farlo, in questo caso, è il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza delle Marche, che oltre a denunciare tutti i disagi derivanti dal dover ricorrere ai tribunali, segnala ancora una volta come nel nostro Paese alle leggi assai avanzate in ambito di integrazione scolastica non corrispondano sempre politiche locali e nazionali in grado di assicurarne il più ampio ed effettivo esercizio.

Come già in precedenza, anche con l’inizio di questo anno scolastico l’Ufficio del Garante per l’Infanzia della Regione Marche ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di familiari di alunni disabili che riferiscono di problemi ad assicurare la presenza dell’insegnante di sostegno.
Oggi, alle segnalazioni dei genitori si sono aggiunte quelle degli operatori delle UMEE [Unità Multi Disciplinare Età Evolutiva, N.d.R.], i servizi pubblici deputati alla diagnosi e presa in carico dei ragazzi che necessitano di sostegno scolastico. Le ore di sostegno scolastico e di assistenza educativa, previste dagli specialisti nei progetti terapeutici individuali, vengono infatti sistematicamente tagliate, con conseguente Leggi il seguito di questo post »

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TAR: UN PROFF PER OGNI ALUNNO DISABILE.

Posted by Luigi Scarpis su 31 ottobre 2009

La pronuncia del Tar Calabria stabilisce qual è, ai fini del sostegno,  il rapporto corretto A rischio il giro di vite sulla spesa inferto dalla Finanziaria

Un prof per ogni alunno disabile

ItaliaOggi 27.10.2009

giudiciGli alunni portatori di handicap grave hanno diritto all’insegnante di sostegno a tempo pieno, ovvero con rapporto 1:1. Anche se la legge finanziaria prevede diffusamente il rapporto part time (rapporto 1:2). È questo il principio affermato dal Tar di Catanzaro con la sentenza 998/2009, depositata il 29 settembre scorso. La pronuncia si inquadra in un vero è proprio filone giurisprudenziale, che rischia di far saltare i conti dell’amministrazione scolastica. Il ministero dell’istruzione, infatti, con la Finanziaria del 2008 (articolo 1, commi 413 e 414) ha disposto un giro di vite sul numero complessivo dei docenti di sostegno, che attualmente tende mediamente al rapporto 1: 2. Ciò vuol dire che vi sono alunni portatori di handicap ai quali non è stato riconosciuto il diritto al docente di sostegno, non perchè non ne avessero bisogno, ma per indisponibilità di docenti. E soprattutto, è diminuito fortemente il numero delle autorizzazioni del rapporto 1: 1. E dunque è diventato molto difficile assegnare a un alunno gravemente handicappato un docente che si prenda cura di lui per tutto il tempo dell’orario di cattedra. Tanto più che dove ciò si verifica, non di rado, è necessario ridurre l’assistenza ad altri alunni meno gravi, assicurando appena il rapporto da 1: a 1: 4. In parole povere, dunque, per avere un docente che si occupi a tempo pieno di un alunno disabile grave è necessario che Leggi il seguito di questo post »

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Ore di sostegno a scuola: Tar sospende provvedimenti impugnati

Posted by Luigi Scarpis su 27 ottobre 2009

cavandolicopierml7Press-IN anno I / n. 2650

Sardegna Oggi del 22-10-2009

Ore di sostegno a scuola: Tar sospende provvedimenti impugnati

Prima piccola vittoria per i ragazzi con disabilità e le loro famiglie che quest’’anno hanno ricorso contro il Ministro dell’’Istruzione per vedere riconosciuto il loro diritto allo studio: è stata depositata l’’Ordinanza del Tar di Cagliari che in via cautelare accoglie la sospensiva dei provvedimenti impugnati nel ricorso effettuato dalle famiglie dei 6 alunni con disabilità cui è stato attribuito un rapporto di sostegno inferiore a quello richiesto.

CAGLIARI – Depositata ieri l’’ordinanza del tribunale amministrativo di Cagliari che accoglie la Leggi il seguito di questo post »

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Ricorso in massa davanti al TAR

Posted by Luigi Scarpis su 7 ottobre 2009

La Nazione del 06-10-2009

La battaglia di «Disabilandia» Ricorso in massa davanti al TAR

Linea a luttoRidotti gli insegnanti di sostegno: cinquanta famiglie si organizzano
L’assemblea alle scuole Benci che ha siglato la nascita del «Comitato Disabilandia» contro i tagli all’insegnamento di sostegno

LIVORNO. E’ nato il «Comitato disabilandia» che riunisce per ora cinquanta famiglie di alunni disabili di ogni ordine di scuola, dalle materne alle superiori, che a Livorno e provincia sono 1087. Di norma hanno diritto al sostegno scolastico con rapporto di uno ad uno alunno-insegnante, ma da noi è di un insegnate per due alunni. L’elementare Benci, una realtà modello’ per gli alunni diversamente abili, ha ospitato il neonato Comitato che ha annunciato «battaglia dura» per «far valere il diritto dei nostri figli all’istruzione e all’integrazione scolastica sancito dalla legge 104 che non viene rispettata». Questo avviene «privando i nostri figli di Leggi il seguito di questo post »

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Integrazione scolastica: le regole e i problemi

Posted by Luigi Scarpis su 2 ottobre 2009

Il Messaggero Veneto del 02-10-2009

Integrazione scolastica: le regole e i problemi

di Antonio Bondavalli

PORDENONE. Prima delle vacanze estive il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca ha divulgato le linee guida con indicazioni in materia di integrazione degli alunni con disabilità nella scuola. «Le direttive riportate si muovono nell’ambito della legislazione primaria e secondaria vigente e mirano a innalzare il livello qualitativo degli interventi formativi ed educativi sugli alunni portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali» secondo quanto riportato nella circolare che accompagna il documento. È evidente, come sottolineato da Salvatore Nocera, stimato esperto di integrazione scolastica per le disabilità e vice-presidente della Fish, come tale testo sia un gradito e rinnovato impegno da parte dell’amministrazione scolastica a perseguire livelli di qualità d’eccellenza per una piena integrazione degli alunni con disabilità nelle classi ordinarie, anche alla luce delle esperienze pluriennali maturate nelle eccellenze scolastiche del nostro paese. Obiettivo dichiarato del documento è «fornire agli operatori scolastici una visione organica della materia, che possa orientarne i comportamenti nella direzione di una loro più piena conformità ai principi dell’integrazione», ma va sottolineato come tale visione risulti, in realtà, solo superficialmente descrittiva di una situazione che nello specifico è altamente problematica. I punti critici della quotidianità della pratica scolastica restano, forse non del tutto casualmente, accantonati; in particolare, alla luce di alcune segnalazioni pervenuteci da nostri corregionali, vorremmo sottolineare il Leggi il seguito di questo post »

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Meglio tardi che mai?

Posted by Luigi Scarpis su 30 settembre 2009

Il ministero della Pubblica istruzione accoglie la richiesta della Fish e invita gli uffici scolastici regionali a esaminare i casi di classi sovraffollate (più di trenta alunni) con tre o quattro disabili ognuna

cavandolicopierml7ROMA — Una nota ministeriale rivolta agli uffici scolastici regionali per raccomandare “di seguire con la dovuta attenzione” i casi di classi “con numero di alunni disabili che andrebbe al di là della normativa vigente” per intervenire prontamente “in rapporto alle specifiche situazioni”.

È questa la risposta del ministero per la Pubblica istruzione al comunicato stampa della Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap, che esprimeva preoccupazione per la presenza di “classi formate da più di trenta alunni con al loro interno sino a tre o quattro alunni con disabilità”, paventando il rischio di un “massiccio ricorso alla magistratura da parte dei genitori” di questi alunni.

Questo perché gli uffici scolastici, interpellati dalle famiglie di studenti “colpiti” dal sovraffollamento, avrebbero risposto con “l’affermazione di una supposta impossibilità ad agire diversamente”, smentendo il decreto legge n.81 del 2009 e la circolare ministeriale n.169, sempre del 2009, sulla costituzione delle classi e gli organici di diritto. La nota propone anche al capo del Dipartimento per l’istruzione e al direttore generale del personale della scuola un eventuale monitoraggio sulla formazione delle classi, “teso ad accertare l’effettiva consistenza del fenomeno segnalato”.

“Questa nota è in linea con le linee-guida ministeriali diramate il 4 agosto — commenta Salvatore Nocera, vice-presidente della Fish — che meritano una maggiore diffusione anche per contrastare assurde prassi attivate dall’amministrazione scolastica per motivi di tagli alla spesa.

In un momento di grande disorientamento determinato da queste prassi, la nota stimola le famiglie ed i docenti a segnalare ai rispettivi uffici scolastici regionali e all’indirizzo e-mail del ministero tutti i casi di classi anomale che — conclude — danneggiano la qualità dell’integrazione scolastica”. (Gianluca Mezzofiore)

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Livorno, 115 docenti in meno rispetto alle richieste

Posted by Luigi Scarpis su 28 settembre 2009

Livorno, 115 docenti in meno rispetto alle richieste

27 settembre 2009

Linea a luttoLIVORNO – «Ci sono stati assegnati 523 docenti di sostegno per 1087 bimbi disabili in tutta la provincia. Un rapporto pari a un docente ogni 2,07 bambini». Elisa Amato Nicosia, numero uno dell’istituzione scolastica, non nasconde le cifre della discordia davanti ai genitori furibondi: «Ci mancano 20 docenti – fa notare la dirigente – per raggiungere il rapporto uno a due che doveva essere garantito secondo la circolare sugli organici». Gli uffici dell’ex provveditorato di piazza Vigo danno anche altre cifre: si scopre così che i dirigenti scolastici livornesi avevano fatto richieste per 638 cattedre e mezzo. Ben 115 in più rispetto a quelle poi assegnate da Roma. I genitori non ci stanno («si calpestano le garanzie che la legge 104/92 dà sull’integrazione dei disabili»). «Perché – urlano i genitori – i certificati delle Asl sono carta straccia? Lì c’è scritto chiaro le ore di sostegno a cui hanno diritto i nostri figli». «Colpa delle finanziarie 2007 e 2008 (quando ministro era Fioroni, ndr) – spiega l’avv. Silvia Bondi, legale dei genitori – che hanno introdotto il criterio della media nazionale un alunno due docenti». Ma nessuno dice, continua Bondi, «che in quelle leggi si dice anche che i criteri devono essere definiti in base alle “effettive esigenze rilevate”. Cioè in base alla gravità di ogni singolo handicap, non in base alle esigenze di organico». g.d.m il Tirreno — 26 settembre 2009

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Alunni con disabilità e livelli essenziali d’istruzione: modalità d’uso

Posted by Luigi Scarpis su 26 settembre 2009

Alunni con disabilità e livelli essenziali d’istruzione: modalità d’uso

(di Francesco Marcellino*)

da Superando.it

I livelli essenziali di istruzione nel nostro Paese e i diritti realmente esigibili: proviamo a capire cosa possono fare da una parte dirigenti scolastici e insegnanti, dall’altra i genitori degli alunni con disabilità, in questo caldo inizio dell’anno scolastico 2009-2010, contraddistinto da tanta preoccupazione, soprattutto per i numerosi casi di riduzione delle ore di sostegno, per la riduzione o la mancanza dell’assistenza di base e di quella specialistica e anche per i problemi legati alla formazione delle classi Nel mese di giugno scorso, ho realizzato un contributo pubblicato da questa testata (Insegnanti di sostegno «in deroga». le norme e le questioni costituzionali: lo si legga cliccando qui), che analizzava la normativa sull’assegnazione degli insegnanti di sostegno agli alunni con disabilità e i non pochi risvolti costituzionali sull’argomento. Analisi che – e di questo colgo occasione pubblica per ringraziare tutti – ha trovato consensi e confronti con molti operatori (e non) del settore. Analisi che, tra l’altro, temeva l’ondata di un “terribile settembre” per molti familiari di alunni con disabilità. Purtroppo, quello che già si paventava prima dell’estate e che poteva affermarsi dalla lettura (approfondita) delle Ordinanze Ministeriali, adesso, a settembre, ha portato gli insegnanti per le strade e molta fibrillazione, preoccupazione e rabbia tra i genitori dei bambini con disabilità. Bene, anzi, male, malissimo. Con questo contributo, invece, intendo analizzare tre punti fermi:

1) I livelli essenziali di istruzione nel nostro Paese e il rispetto del diritto (esigibile: cioè, purtroppo, da esigere) degli alunni con disabilità all’educazione e all’istruzione.

2) Cosa possono fare i dirigenti scolastici e gli insegnanti degli istituti (per certi versi vittime anche loro), in caso di irragionevole riduzione degli organici e/o delle ore di insegnamento di sostegno.

3) Cosa possono/devono fare i genitori degli alunni con disabilità in ipotesi di irragionevole (meglio: illegittima) riduzione di ore dell’insegnamento di sostegno. Ma cerchiamo di procedere con ordine. Leggi il seguito di questo post »

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Il diritti, calpestati, dei nostri ragazzi, passano attraverso le vie legali.

Posted by Luigi Scarpis su 22 settembre 2009

E’ lecito,  è normale,  che  per far rispettare i diritti dei nostri ragazzi, le famiglie siano COSTRETTE a ricorrere alle  vie legali?  E’ normale  questo sistema in una società civile?

————————————————————————————————————————————Linea a lutto

Il Tirreno del 22-09-2009

Le famiglie fanno causa al Provveditore

I genitori dei bimbi disabili hanno deciso di passare alle vie legali: nel mirino anche l’ufficio scolastico regionale e il ministero.
Pronti 50 ricorsi d’urgenza contro i tagli degli insegnanti di sostegno nelle scuole.
L’assemblea di ieri mattina ha sancito la nascita del comitato. «Solo uniti potremo far valere i diritti dei nostri figli». E arriva la solidarietà anche di maestri e sindacati

LIVORNO. C’è chi propone di chiamarlo comitato «Scuola per tutti». Chi più provocatoriamente «Disabilandia», a innescare un contrasto di sentimenti che si commenta da sé. Quel che è certo è che un comitato in difesa del diritto allo studio dei bimbi disabili si farà. Al teatro delle scuole Benci ieri mattina erano almeno una cinquantina i genitori pronti a dar battaglia contro i tagli agli insegnanti di sostegno.
Diritti negati. E’ stata un’assemblea infuocata: ognuno ha messo sul piatto la sua storia di sofferenze e diritti negati. Ma il leit-motiv era unico: «Se agiamo isolati rischiamo una guerra fra poveri. Non ce lo possiamo più permettere. Uniti possiamo arrivare lontano». La Gelmini c’entra: ma fino a un certo punto. «Il problema del sostegno c’è sempre stato, dall’asilo alle superiori: una lotta continua» si sfoga una mamma.
Sandra Biasci, madre di un bimbo autistico di 7 anni, è una delle promotrici del costituendo comitato. È lei, con un’altra mamma, a sottolineare gli ulteriori effetti negativi delle ultime riforme.
«Trattano i nostri bimbi come numeri. In Toscana ci sono 1086 bambini certificati come disabili, di cui 300 gravi. L’Ufficio scolastico regionale ha immesso negli organici 541 insegnanti di sostegno. Come pensano di poter garantire i diritti?». Ogni scuola poi si organizza a modo suo e dove ci sono genitori in prima linea i risultati arrivano. «Ma vi sembra giusto? – si domandano i promotori – Ecco perché è importante stare uniti: dobbiamo coordinarci».
Facciamo causa. La parolina magica che circola tra i genitori è «ex art. 700». È il così detto «provvedimento d’urgenza»: il modo più rapido con cui gli avvocati cercano di far riottenere i diritti negati. «Possibile – attacca un’altra mamma – che dobbiamo mettere gli avvocati per difendere un diritto garantito dalla costituzione?». Possibile sì: «e purtroppo – racconta un babbo – l’unico modo con cui si ottengono risultati immediati».
Nei prossimi giorni presso gli uffici dell’Ufficio scolastico provinciale arriverà una pioggia di ricorsi con questa procedura d’urgenza. E i ricorsi, oltre che nei confronti dell’ufficio provinciale, saranno anche rivolti contro quello regionale e il ministero. Tra i genitori c’è anche chi va oltre proponendo blocchi stradali e perfino blocchi delle lezioni. «È il modo più efficace – spiega un babbo – per far prendere coscienza del problema anche ai genitori dei cosiddetti bambini normodotati». «Mica lo sanno – aggiunge un altro – che se ai nostri bambini disabili manca il sostegno a rimetterci sono anche gli altri: se una maestra deve seguire anche mio figlio disabile al 100%, come fa a seguire come faceva prima anche gli altri 20?».
Prof all’attacco. All’assemblea partecipano anche le maestre. «I genitori devono sapere che siamo dalla loro parte». Lo dice con passione Alessandra Busoni, alle Benci è insegnante di sostegno da 25 anni. «L’unica voce che in passato sono stati in grado di ascoltare è quella di voi genitori».
Anche Anna Della Ragione, maestra e rsu Cgil, offre sostegno: «Tutta la scuola è in emergenza. I tagli indiscriminati pesano su tutta l’organizzazione costringendoci ad acrobazie negli orari. Ma i diritti dei bambini disabili vengono prima di tutto».

Gianluca Della Maggiore

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